Il Tirreno

Dragaggio, l'Autorità stoppa le polemiche

di Guido Fiorini
Dragaggio, l'Autorità stoppa le polemiche

Guerrieri: non ci sarà torbidità. E contribuiremo alla lotta all'erosione

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PIOMBINO. In questi giorni il mare sotto alla terrazza di piazza Bovio è striato di smeraldo, un verde chiaro che è tanto bello da vedere, quanto innaturale.

I balneari e la gente di mare sanno bene di cosa si tratta: è il carbonato di calcio che, scaricato in acqua nel ciclo della produzione della soda dalla Solvay di Rosignano e ormai ammassato sul fondo di fronte alle inquinatissime “spiagge bianche”, scende a sud, per i venti e le correnti. Nessun magico gioco di riflessi, quindi, è solo robaccia chimica.

Del resto tira spesso il vento dai quadranti nord occidentali d’estate in questa zona ed è per questo che i balneari della Costa est, ma anche di Follonica, sono piuttosto preoccupati dell’inizio dei lavori di dragaggio al porto, partiti proprio in questi giorni.

Il percorso, in fondo, è lo stesso, da nord verso sud-est. Anche una semplice torbidità dovuta al rimescolamento di acqua e sabbia rischierebbe di compromettere la stagione appena iniziata.

Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità portuale, è però rassicurante. I controlli ci sono, 24 ore su 24. E anche le contromisure sono pronte nel caso ce ne fosse bisogno: «Capisco le preoccupazioni – ci dice –, ma i lavori sono già iniziati e non ci sono problemi di alcun genere. La poca torbidità è circoscritta all’area dove stiamo intervenendo. I balneari stiano tranquilli».

I controlli sono affidati a due “torbidimetri”, speciali strumenti che misurano, senza soluzione di continuità, la torbidità dell’acqua. «E non solo. Abbiamo anche dei droni che volano sul mare e verificano dall’alto. Abbiamo una doppia rilevazione. E se l’acqua dovesse solo mutare un pochino aspetto, abbiamo le panne da piazzare. Siamo anche pronti a fermare i lavori, in casi estremi. Ma non possiamo pensare di rinviare, le draghe costano un sacco di soldi e abbiamo delle scadenze da rispettare».

Fra l’altro, come “contropartita”, il porto è disponibile a contribuire al progetto di difesa della linea di costa. Finora i lavori sono stati programmati in provincia di Grosseto, grazie al buon lavoro del presidente Marras e al finanziamento regionale. Ma, com’è ovvio, si fermano a Pratoranieri, al confine amministrativo. Mentre il golfo è unico, il mare non ha barriere.

«Abbiamo fatto un importante e approfondito studio sulla linea di costa – spiega ancora Luciano Guerrieri –. Dal 1938 a oggi in Costa est l’arenile è arretrato rispetto al mare di circa 50 metri. Adesso arretra mediamente di 50-60 cm ogni anno. Servono delle difese artificiali, pennelli e barriere soffolte. Come detto, siamo pronti a contribuire al progetto a nord di Torre Mozza, anche se non sarebbe uno dei nostri compiti. Però ci sentiamo parte di un sistema e lo sentiamo come un dovere».

Il prossimo 21 luglio Guerrieri incontrerà i tecnici regionali che si occupano di queste cose, quindi convocherà i balneari per spiegare a che punto è il progetto: «Porto e turismo sono aspetti diversi di una stessa economia. Dobbiamo lavorare tutti insieme per dare nuove prospettive a Piombino e a tutta la Val di Cornia».

Del resto, anche se è prematuro parlarne, le nuove banchine libereranno spazi sul porto, in particolare l’area che adesso viene utilizzata per le merci. Lì, magari allungando un pochino il braccio per metterne due da 300 metri, sarà possibile far attraccare i grandi transatlantici delle crociere. Insomma, se la Costa Concordia è stata destinata a Genova, a Piombino potrebbero arrivare le navi che... galleggiano. Piene di turisti pronti a visitare Piombino, Suvereto, Campiglia, Massa Marittima, Volterra, anche Siena, visto che la E78 Grosseto-Fano fra poco sarà finita. Ci sono opportunità immense dietro l’angolo, basta saperle cogliere.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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