Il Tirreno

Amianto gettato in strada molte discariche abusive

di Francesca Zamboni

Il Comune di Campiglia: «Spendiamo decine di migliaia di euro per rimuoverlo» I rischi sono elevati soprattutto se i pezzi abbandonati sono rotti e spolverano

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VENTURINA. Polemiche e tanti interrogativi sulla questione eternit a Venturina.

Quesiti che spesso non trovano adeguate risposte o perlomeno le dovute delucidazioni, vuoi per la mancanza di informazioni vuoi perché non sempre è chiara la pericolosità di questo materiale di cui molti edifici sono ancora ricoperti.

È sufficiente infatti fare un giro per le vie del paese o nelle campagne per capire l'entità del problema: si va da poche lastre ad ampie metrature che ricoprono grandi e strutture, magari anche in disuso. Sebbene sia stato proibito nel 1990, l’amianto continua pertanto a far discutere sia per quanto riguarda i costi di rimozione sia per i rischi che può comportare là dove non vi sia una corretta manutenzione. Una situazione allarmante, perché nonostante le varie normative in materia, l’ignoranza regna sovrana: a partire da chi decide di gettare l’eternit nei bidoni della spazzatura, a chi lo spezzetta per poi sotterrarlo e chi lo lascia in aperta campagna, sottovalutando il fatto che l'eternit deteriorato comporta la dispersione di fibre che, inalate, possono comportare gravi forme tumorali come il mesotelioma e alcuni tumori del tratto gastro-inestinale.

Non solo, come spiega l’architetto Alessandro Grassi del comune di Campiglia «ogni anno il Comune si deve confrontare con il grosso problema dell’abbandono dei rifiuti, spendendo circa 10-15mila euro per rimuovere l’eternit lasciato incautamente per strada».

Non mancano inoltre le segnalazioni, da parte dei cittadini, di edifici ricoperti con tale materiale: «Sono segnalazioni che prendiamo sempre in considerazione, contattando il proprietario con una lettera scritta e, in caso di materiale sospetto, per quanto riguarda la manutenzione, chiediamo l'intervento dell'Asl territoriale di competenza o dell'Arpat. Ricordiamo che l’eternit da rimuovere è quello usurato o spezzato e che la rimozione e la successiva bonifica può essere effettuata solo da ditte specializzate».

Sono ditte che possono intervenire con tre diverse tecniche: la sovracopertura, applicata su un materiale mantenuto in ottimo stato; l’incapsulamento, quando il materiale deve essere messo in sicurezza con opportuni trattamenti; infine la rimozione, quando la struttura in eternit ha subito un tale danneggiamento da richiedere lo smaltimento.

Purtroppo i costi per la rimozione di questo materiale sono alti; costi che spesso frenano il privato a intervenire. Tuttavia bisogna ammettere che, nonostante la spesa sia piuttosto elevata, il sevizio offerto dalle ditte specializzate è completo a 360 gradi. Si va dal sopralluogo e dalla rimozione fino alla bonifica e allo smaltimento del materiale incriminato.

Inoltre il 19 settembre 2013 è stata approvata la nuova legge regionale in materia di amianto, attraverso cui la Regione Toscana prevede la possibilità di introdurre incentivi per la rimozione di manufatti in cemento amianto, a condizione che il titolare abbia adempiuto all’obbligo di informazione previsto dall’art 12 della legge 257/1992 e che il manufatto contenente cemento amianto venga sostituito con impianti solari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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