Gioco
Un ripascimento del porto con 230 tonnellate di inerti
PORTO AZZURRO. Un intervento di ripascimento dell’intera area portuale di Porto Azzurro. Un intervento che riguarda gli arenili del “Moletto”, di Mola e l’area compresa tra il moletto di via...
PORTO AZZURRO. Un intervento di ripascimento dell’intera area portuale di Porto Azzurro. Un intervento che riguarda gli arenili del “Moletto”, di Mola e l’area compresa tra il moletto di via Vitaliani e Largo Andreani., Un ripascimento complessivo di circa 230 tonnellate di inertidivisi, secondo le zone in 150, 40 e 40 tonnellate.. Una grande quantità di materiale che rimodellerà la costa portoazzurrina. Lo ha autorizzato il Dipartimento Ambiente e Territorio della Provincia di Livorno, cui sono stati demandati i servizi che ricadevano sotto il Demanio dello Stato. A questo punto si tratta di effettuare l’intervento che, come si intuisce dalla mole del materiale che deve essere depositato sul tratto della costa, interesserà diversi giorni lavorativi. «Ma adesso siamo in piena stagione turistica – fanno osservare gli stessi abitanti del Comune che si attendevano un riposizionamento del materiale eroso dalle correnti marine in un altro periodo dell’anno che non in piena estate – Molte nostre strutture turistiche sono nel pieno della loro attività». Come mai, allora, questo ritardo che, come ci fanno notare gli stessi abitanti, viene effettuato ogni anno? Si doveva verificare se il materiale da depositare con quanto già esiste sul tipo di costa elbana fosse o meno compatibile. Infatti ciò che dovrà essere collocato al Moletto e a Mola è materiale che proviene dalla cava“Caterina” di Midolle in provincia di Mantova, di proprietà della società Arrigo Rondelli di Goito e fornito dalla ditta Borgo di Midolle. Un misto tra ghiaia e sabbia, dunque, che, secondo il Dipartimento della Provincia ben si lega con le caratteristiche del tipo di costa elbana. O quanto meno, non altera l’equilibro naturale dell’habitat marino. «E ci voleva tutto questo tempo per gli esami geomorfici – commento un commerciante della zona portuale – quando lo stesso tipo di materiale, in quantità inferiore al nostro è già stato posizionato mesi orsono al Viticcio?». Qui è stato posizionato con 1000 metri cubi di ghiaietto. A Porto Azzurro qualcosa di più. Non è allora, il primo caso di rinascimento di arenili elbani che vengono trattati con ghiaia e sabbia proveniente dalla cava in provincia di Mantova. Il ritardo potrebbe essere spiegato con il quadro operativo generale in cui si trova a barcamenarsi l’ente provinciale in predicato di chiusura e soppressione. Rimane il dato di fatto che al Moletto di Porto Azzurro e a Mola possono essere messe in mare o in ambienti ad esso attigui materiali provenienti da cave, visto e considerato che è stata dimostrata la compatibilità ambientale e l’innocuità.
(lu.ci.)
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