Sicurezza
Scontro sul bilancio in consiglio
La maggioranza: «I cittadini meritano chiarezza. Imu e Tasi servono per mantenere i servizi»
CAMPIGLIA MARITTIMA. Il primo consiglio comunale “vero” a Campiglia non manca di scatenare polemiche. Anche perché, fra le altre cose, è stato approvato il bilancio. E dentro al bilancio ci sono le aliquote delle imposte locali.
Da una parte, quindi, il gruppo consiliare di Campiglia Democratica esprime soddisfazione in quanto sono stati approvati tutti i punti dell'ordine del giorno, tra cui le linee di indirizzo per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, le linee programmatiche, il piano triennale delle opere pubbliche ed il bilancio di previsione 2014.
«Abbiamo recepito con soddisfazione – scrivono – la dichiarazione di voto del capogruppo del Comune dei Cittadini Daniele Scafaro, contrario alle linee programmatiche ma disponibile a votare i provvedimenti e gli atti che lo renderanno operativo. Il sindaco Soffritti ha esposto la parte riguardante l'anno in corso del piano triennale delle opere pubbliche, poi approvato. Le priorità sono il parco termale e la difesa del suolo; la loro integrazione avverrà nei mesi prossimi con le modifiche da parte della giunta».
Poi il consiglio comunale ha discusso e approvato il bilancio di previsione. È tra l’altro notizia di questi giorni che il termine di approvazione ha subito un ulteriore slittamento: sarà infatti possibile portarlo in consiglio entro il 30 settembre.
«Durante la discussione – scrivono ancora – sono emersi alcuni punti, rispetto ai quali è necessario, a nostro avviso, fare chiarezza. 1) Il credito che il Comune di Campiglia vanta nei confronti di Asa Spa è regolarmente iscritto in bilancio e la sua riscossione è determinata da un piano di rientro che le amministrazioni hanno concordato lo scorso anno con l’Ato regionale. La riscossione pertanto avverrà con le stesse modalità per tutti i comuni».
«2) Riteniamo che, anziché sventolare un'immaginaria forbice per operare tagli con poco criterio e cognizione di causa sia necessario tenere innanzitutto conto del contesto normativo in cui il Comune si colloca, e partire da lì per capire in quali settori sia opportuno, necessario e possibile fare delle economie. Tagli naturali, frutto delle scelte amministrative, sono già in opera: basti pensare alla composizione della giunta, dove 4 assessori su 5 svolgono un lavoro dipendente e pertanto percepiranno un'indennità ridotta al 50%. L'utilizzo delle nuove tecnologie, ad esempio la posta elettronica certificata (PEC), ha ridotto di oltre il 50% dal 2009 ad oggi le spese per l'invio di raccomandate e diminuito sensibilmente i tempi di attesa per i cittadini e le imprese, riuscendo ad offrire loro un servizio migliore. Altro fattore di cui tener conto è la composizione del tessuto sociale del comune; a questo proposito proporre un limite per le detrazioni Isee a 36000€ ci sembra a dir poco demagogico».
«3) I cittadini meritano chiarezza e non fumo negli occhi: l’Imu e la Tasi sono imposte che il Comune non può permettersi di applicare ai loro minimi. Servono a garantire e mantenere tutti quei servizi dei quali quotidianamente usufruiamo, e le scelte fatte in ambito di applicazione sono frutto di un ragionamento politico il cui senso, come già spiegato, è quello di andare incontro al motore dell’economia. La differenza tra chi deve compiere scelte operative e chi fa parte delle opposizioni sia che questi ultimi non devono tener conto né dei contesti, né delle normative, né tantomeno delle conseguenze delle loro scelte. L'invito è quello di poter instaurare un rapporto con gli altri gruppi consiliari collaborativo e ragionato sulle idee, e non trovare muri di posizioni prese e facciate di regolamenti, commi, formalità e burocrazia».
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