«Addio fratello Leonida, mancherai a tutti noi»
PIOMBINO. I fratelli della Loggia massonica XX Settembre di Piombino ricordano il socialista Leonida Lancioni, morto nei giorni scorsi. «Leo non c'è più! Il nostro fratello Leonida ha raggiunto il...
PIOMBINO. I fratelli della Loggia massonica XX Settembre di Piombino ricordano il socialista Leonida Lancioni, morto nei giorni scorsi.
«Leo non c'è più! Il nostro fratello Leonida ha raggiunto il suo grande architetto dell'universo che tante volte ha invocato durante i lavori al riparo del nostro tempio. La notizia non ci ha colti impreparati, noi sapevamo che la sua battaglia sarebbe stata difficile, ma nessuno credeva di così breve durata e soprattutto, in cuor nostro, speravamo in una vittoria. La sconfitta, rapida e silenziosa, ci lascia attoniti e sconcertati perché improvvisamente ci siamo sentiti soli, privati di una grande amica e di un grande fratello, ed intorno a noi si è fatto silenzio e vuoto, un vuoto che nessuno sembra capace di occupare e riempire. È strano come si riesca a capire nella sua interezza l'importanza di una persona soprattutto quando ti viene a mancare, ed improvvisamente tutti noi ci siamo sentiti privati di qualcosa di importante, tanto da farci dubitare delle nostre capacità di progredire da soli nel nostro cammino. Oggi, con la memoria degli occhi e del cuore, ti vediamo al tuo posto, accanto alla porta del tempio, con la spada in mano nella tua veste di “copritore”, con i tuoi occhi grigio-celesti attenti scrutatori delle cose e delle persone, e vestito di quel timore reverenziale che, nonostante i tanti anni di Massoneria, non ti ha mai abbandonato durante i nostri lavori, proprio a te che fuori del tempio ti vestivi di sicurezza, di baldanza e di coraggio nell'affrontare gli uomini e le cose. Nessuno di noi, fratelli e non, potrà dimenticare il tuo modo tipicamente toscano di esporre le tue idee, senza timori reverenziali nei confronti di nessuno e niente, sia questi il primo cittadino di Piombino, sia il gran maestro della Massoneria italiana, con schiettezza, forza, anche spavalderia, ma sempre prive di qualsiasi forma di doppiezza: “quello che Leo ha nel cuore lo ha sulla bocca”, erano soliti dire coloro che ti conoscevano.Le dimostrazioni di affetto ed il cordoglio che ti ha tributato la tua città sono stati la prova evidente di quanto tu abbia per lei lavorato, di quanti ti siano debitori per il tuo impegno politico e soprattutto sindacale profuso a larghe mani ed ammantato di quel disinteresse personale che ti ha sempre contraddistinto. A Maria, Riccardo, alla nuora ed ai suoi due nipoti giunga il nostro abbraccio sincero ed affettuoso».
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