Il Tirreno

«Basta con la centrale Enel, l’ecomostro va eliminato»

di Cristiano Lozito
«Basta con la centrale Enel, l’ecomostro va eliminato»

Per Lotti, presidente del consorzio balneari Costa est, l’area va riconvertita con investimenti mirati per dare nuovo impulso al settore turistico

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PIOMBINO. La centrale di Tor del Sale è ferma di fatto da tre anni, e la scadenza dell’autorizzazione ambientale è fissata a settembre 2015.

Per Fabrizio Lotti, presidente del Consorzio balneari Costa est, e capo della Fiba toscana, due più due fa quattro: «C’è poco da girarci intorno, non serve più a niente ed è un’immagine negativa per la Costa est. Quello è un ecomostro, va eliminato, tuto qui».

Per Lotti «quando nella zona più di 20 anni fa venne dato l’ok al villaggio Orizzonte, e quando il Comune decise di sostenere la Società Parchi attraverso le nostre attività turistico-balneari, fece una scelta. Ossia pensò a una convivenza tra quelle attività che ancora esistevano di tipo industriale, come appunto la centrale, e quelle nascenti di tipo turistico. Poi nel tempo il sindaco Anselmi ha sempre svolto una politica di freno alle idee di sviluppo dell’Enel, tipo una nuova centrale a carbone, mentre comunque continuavano rumori ed emissioni. Ora siamo in un’altra fase ancora – dice il capo dei balneari toscani – questa zona ormai è esclusivamente turistica, e ora tocca al nuovo sindaco Giuliani farsi sentire con Enel e Regione o comunque con chi ha responsabilità su questo fronte. Ma anche l’assessore Chiarei, di cui pure ho condiviso quanto detto ieri sul Tirreno, deve essere più chiaro. Perché quell’aggeggio sul mare di fatto blocca qualsiasi sviluppo dell’economia turistica».

L’area occupata dalla centrale è enorme, Lotti è convinto del suo potenziale: «Credo che chi ha capito meglio le tendenze sia chi ha investito in villaggi ecocompatibili – sostiene - che ci sono anche da noi, anche se complessivamente nella nostra zona da questo punto di vista siamo 20 anni indietro. Il turista chiede posti belli, ben tenuti, con tanti servizi, con atteggiamenti rispettosi della natura e dell’ambiente. Con campi sportivi, piscine, animazione. Io credo che l’area dell’Enel vada riconvertita in questa maniera, dando un grande slancio a tutta la Costa est».

Se la scadenza dell’Autorizzazione integrata ambientale è fissata tra un anno, è naturale prevedere che già dal prossimo autunno dovranno iniziare le valutazioni e i contatti. E’ difficile immaginare che Enel voglia rinunciare – anche in una situazione di prolungato stand by come quello di Tor del Sale – alla propria posizione, specie nel timore della concorrenza che, in caso di ripresa, potrebbe pensare a un nuovo impianto, magari in zona industriale. Certo però la politica dovrà riuscire a costruire un dialogo (alla centrale lavorano ancora una settantina di persone) ma allo stesso tempo a fare scelte di campo sul futuro di quel pezzo di territorio, dal punto di vista economico e ambientale, che non richiedano tempi biblici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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