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«Sulla Concordia non si poteva perdere altro tempo»

«Sulla Concordia non si poteva perdere altro tempo»

PIOMBINO. Legambiente ritorna sul caso Concordia e respinge quelle che definisce strumentalizzazioni: «Abbiamo sempre detto che la rimozione va fatta presto e bene, abbiamo per questo organizzato...

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PIOMBINO. Legambiente ritorna sul caso Concordia e respinge quelle che definisce strumentalizzazioni: «Abbiamo sempre detto che la rimozione va fatta presto e bene, abbiamo per questo organizzato manifestazioni al Giglio contro i ritardi. Sarebbe stato alquanto contraddittorio sostenere di dover aspettare mesi perchè Piombino non è ancora pronto. Si parla tanto di rischi ma - prosegue - un rischio è anche quello di dover mantenere ancora la nave sugli scogli del Giglio e il danno che fa alla comunità locale. Altro rischio è che, nonostante i proclami, nessuno può davvero garantire che a fine settembre siano completate le opere e questo è un grave rischio perché allora diventerebbe problematico il trasferimento a traino a Genova a causa del meteo sfavorevole. Allora sì - aggiunge l’associazione - che il rischio diventerebbe enorme e potrebbe rispuntare l’ipotesi Vanguard e Turchia».

«Adesso - prosegue - ci ritroviamo con una soluzione a Genova che è comunque un successo parziale, rispetto alle ipotesi (folli ma verosimili) di Smirne e altre consimili indiane. Chiediamo che tutta la fase di spostamento sia attentamente monitorata. Rimane il fatto che il Sistema Toscana deve in qualche modo essere risarcito».

Su Piombino si chiede di discutere sulla base di progetti partecipati, di fronte ad una valutazione di impatto ambientale e strategico e ragionare sulle compatibilità e relazioni con altre attività industriali, turistiche e portuali come le crociere, il rifacimento interno delle navi e altri possibili usi delle zone portuali.

«La trasparenza in tutta questa vicenda non c’è stata proprio, alle stesse persone che ora ci accusano di non essere disponibili addirittura a fare ricorso al Tar, abbiamo chiesto di informare noi e l’opinione pubblica di cosa significa demolire una nave, i pro e i contro, l’occupazione, la produzione di rottame, le quantità e la tipologia dei rifiuti non metallici, gli impianti che necessitano, i tempi. Vogliamo - chiude Legambiente - la massima trasparenza. Basta con le procedure emergenziali e i commissari. E basta con i sospetti e le dietrologie con cui veniamo tirati in mezzo a polemiche sterili e fuorvianti».

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