Sicurezza
La lettera di Giorgio Faletti alla sua Elba
Il 18 maggio l'artista astigiano doveva esibirsi in pubblico al Teatro Flamingo di Capoliveri per presentare la canzone da lui scritta dedicata alla località toscana. Non potendo esserci ha inviato la lettera che pubblichiamo di seguito - L'ARTICOLO
"Cari amici, sarebbe stato per me un piacere e un onore inaugurare questo spazio con un mio spettacolo. Purtroppo la vita a volte mette molto più ingegno nell'infilare bastoni fra le ruote che non nell'aiutare gli esseri umani a realizzare i loro sogni. Penso tuttavia di essere stato sostituito più che degnamente da questo gruppo di persone che è un piacere definire amici oltre che artisti. Personalmente, da quando sono arrivato su questo scoglio e ne sono stato conquistato, ho sempre pensato che un giorno avrei scritto una canzone che parlasse dell'Elba. Dato che sono uno che si prende i suoi tempi, quella canzone ci ha messo vent'anni per venire fuori. Ma, al momento giusto, è nata in poco tempo, nel giro di due ore, come tutte le cose che vengono da dentro, frutto dell'emozione e non solo della volontà. L'ho affidata alle persone che avete visto su questo palco, certo che il loro talento e l'amore che nutrono per quest'isola l'avrebbero fatta volare nel modo migliore.
Spero che nell'ascoltarla proviate la stessa emozione che ho provato io nello scriverla, quando un giorno mi sono affacciato alla finestra e, secondo la regola che spesso si guarda ma non si vede, ho scoperto d'un tratto di essere in possesso di un grande privilegio: da casa mia si vede il mare. Un abbraccio a tutti. Giorgio Faletti
VIDEO / LA CANZONE DI FALETTI DEDICATA A CAPOLIVERI ESEGUITA PER LA PRIMA VOLTA ALL'INAUGURAZIONE DEL TEATRO FLAMINGO
Ecco il testo della canzone dedicata a Capoliveri scritta da Giorgio Faletti
- “Da casa mia si vede il mare” (Parole e musica di G. Faletti) Arrangiamento: M.tro Lucio “violino” Fabbri
C’è una chiesa fra gli ulivi c’è un pezzetto di mare
c’è una barca in mezzo al golfo con un pesce da pescare
e un antico galeone appoggiato sul fondo
con ricchezze che appartengono per sempre a un altro mondo
e c’è un uovo dentro un nido sulla costa dei gabbiani
costruito con la paglia e con gli scarti degli umani
e io lo so che questa è un’isola
e io lo so che questa è un’isola
e io lo so che questa è un’isola che c’è…..
C’è un cespuglio di lentischi a due passi dal mare
con la polvere che sale su una strada da asfaltare
ed un rosso tramonto che s’appoggia al paesaggio
mentre al molo un pescatore tratta il prezzo dell’ingaggio
c’è una nave da crociera che si muove all’orizzonte
e non sa con la distanza la bellezza che ha di fronte
e io lo so che questa è un’isola
e io lo so che questa è un’isola
e io lo so che questa è un’isola che c’è……
C’è in un cane che appartiene alla gente del paese
nell’estate che promette di durare ancora un mese
c’è nel tempo c’è nel vento
c’è nel ventre spinto in fuori delle vele colorate
nell’inverno che ha il sapore delle cose abbandonate
nel salmastro verso terra
nel ligustro di una serra
in primavera
C’è la ruggine ferrosa di miniere a cielo aperto
ed un panno di vigogna quando il cielo è più coperto
e c’è il fumo degli incendi sulla grande montagna
che si vede da lontano fino in fondo alla campagna
c’è la notte da scoprire e poi c’è il giorno da inventare
io lo so perché da qui ch’è casa mia si vede il mare
e io lo so che questa è un’isola
e io lo so che questa è un’isola
e io lo so che questa è un’isola che c’è….che c’è….. che c’è
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