Il dolore
Enel a carbone? «C’è già stato un referendum»
Tra una centrale Enel (nella foto) semichiusa e il costo sempre più esorbitante dell’energia elettrica, che da tempo mette in crisi tutto il comparto industriale piombinese, hanno ripreso a circolare...
Tra una centrale Enel (nella foto) semichiusa e il costo sempre più esorbitante dell’energia elettrica, che da tempo mette in crisi tutto il comparto industriale piombinese, hanno ripreso a circolare le voci di una conversione a carbone della stessa centrale di Tor del Sale. Ipotesi già bocciata negli anni Ottanta dalla popolazione con un referendum.
«Ne ho sentito parlare anch’io di questa ipotesi - dice il sindaco Massimo Giuliani - ho letto di un’eventuale riconversione della centrale Enel o della creazione di nuovi impianti a supporto, all’interno del perimetro industriale. Io dico solo che non possiamo esimerci dal fatto che questo territorio si è espresso con un referendum contro il carbone».
«D'accordo - aggiunge Giuliani - si parla di tanti anni fa e di altri sistemi. Oggi si possono fare anche gli inceneritori nel centro di città moderne come è avvenuto a Vienna. Le tecnologie possono consentire tutto o quasi. Ma lo dico subito: noi saremmo contrari a qualsiasi progetto calato dall’alto. Prima dovremmo sentire cosa ne pensano i cittadini».
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