Il Tirreno

Lo stage con Fio Zanotti

Lo stage con Fio Zanotti

Da 17 a 43 anni, i sogni di chi si mette in gioco

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PIOMBINO Sogni, ambizioni. La voglia di mettersi in gioco, ma anche quella di ascoltare un consiglio, un parere. Un parere prezioso. «Fio Zanotti? Certo che sapevo chi fosse - commenta Irene Di Brino, 19 anni, di San Vincenzo - Ho scelto di partecipare a questa masterclass perché lo trovavo molto interessante, lui così come i pezzi ai quali ha lavorato nel corso della sua carriera. E poi Gianna è una persona di cui posso ben fidarmi». Irene si è esibita cantando e suonando al pianoforte Manhattan di Sara Bareilles. «Lo stage è stata un’occasione per farmi ascoltare nella prospettiva di aprire un progetto. Per migliorare me stessa e il mio rapporto con la musica». «Trovo molto più costruttivo partecipare a uno stage con un personaggio così importante piuttosto che a un concorso - commenta Dora Martini, 21 anni, di Piombino - E infatti è stato molto importante, anche per i consigli che mi ha dato dopo l’esibizione, per il fatto di avermi chiesto anche un secondo pezzo dopo quello che avevo preparato». «Un’esperienza importante a livello artistico e personale - sottolinea Alex Sodini, 24 anni, anche lui partecipante locale - E per di più a Piombino. Così ne ho approfittato». Marta Betti Carboncini, sedicenne piombinese, che ancora bambina partecipò qualche anno fa a «Io canto», si dice «Colpita e soddisfatta» dall’esperienza con Zanotti. «Conosco Gianna - prosegue - era stata lei a parlarmi del maestro, e anche alla mia scuola di canto, la Crossroad, mi hanno incoraggiata. Mi piacerebbe molto poter fare di nuovo un’esperienza così». Felice anche Mirea Vitiello, 17 anni, Piombino, che, come altri, aveva partecipato anche al primo stage, quello tenuto al Castello da Fio Zanotti all’inizio di maggio. «Già allora - racconta - avevo percepito come questa fosse un’esperienza unica, da un lato grazie all’organizzazione di Gianna, dall’altro grazie all’umanità del maestro, che si rapportava a ciascuno di noi con grande dolcezza. E poi uno stage formativo è molto più interessante di un concorso». Per Asja Cresci, 15 anni, lo stimolo è stata la voglia di fare esperienze nuove e il desiderio di conoscere il maestro», e anche per lei non sono mancati i momenti da portare in serbo nel proprio bagaglio. Ma quali sono le aspettative che questi ragazzi ripongono in esperienze come questa, quali i loro desideri? Cos’è per loro la musica? «L’ambizione di poter percorrere questa strada a livello professionale c’è, inutile negarlo - risponde Cristiano Demi, 19 anni - Per chi fa musica non c’è sogno più grande. Io, da parte mia, faccio tutto il possibile. Al limite poi resterà qualcosa da coltivare per passione». Per alcuni, al contrario, la musica è già un mestiere. Laura Nepi, 34 anni, per esempio, già da molto è un’insegnante di canto. «Perché ho preso parte allo stage? Per la voglia di mettermi in discussione, sempre - risponde - Un’occasione importante per farmi sentire, e poi, chissà, forse anche un’opportunità di lavoro ulteriore». Daniele Sarno, 43 anni, da Grosseto, è un cantautore e un cantante che vive delle sue serate e di varie collaborazioni. «Sono stato invitato a partecipare dal maestro Paolo Sturmann - racconta - Ed è andata anche molto bene. Zanotti mi ha detto che per le persone come me lo spazio c’è sempre. Se non come cantautore, almeno come autore per altri. E per me questo è un qualcosa di eccezionale». (m.m.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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