Il Tirreno

Fosso inquinato, è colpa di una disinfestazione

Campo: i principi attivi dei veleni probabile causa della morìa di pesci e anatre Ma intanto la situazione ambientale nella zona della Foce è tornata nella norma

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MARINA DI CAMPO. Una disinfestazione anti zanzare effettuata da alcuni privati nel fosso della Foce. Sarebbe questa – secondo una prima ricostruzione – la causa all’origine della moria di pesci e germani accaduta la scorsa settimana a Marina di Campo. E il Comune – da noi interpellato – dice di non aver concesso alcuna autorizzazione.

Le specie animali, decedute nei giorni scorsi, sarebbero quindi state decimate dai principi attivi dei veleni, che avrebbero fatto effetto nelle prime ventiquattro ore dal deposito delle sostanze. La stessa situazione, con ogni probabilità, accaduta un anno fa.

Al momento, per capire cosa sia successo realmente, ci si può muovere solo su delle ipotesi, che però a livello ufficioso troverebbero già conferme. Prova ne sono gli stessi campionamenti, piuttosto allarmanti, effettuati da Goletta Verde che hanno individuato il fosso della foce come sito “fortemente inquinato”. Fra i bagnanti c’è chi testimonia di cartelli affissi nella zona con su scritto dell’imminente disinfestazione notturna. La certezza assoluta arriverà comunque oggi grazie al responso dell’Arpat, avvertita dal sindaco Lorenzo Lambardi per i prelievi del caso.

Il Comune, a livello informale, ha avvertito anche la delegazione locale della capitaneria di porto di Marina di Campo, che due giorni fa ha effettuato un sopralluogo nella zona. Nei giorni scorsi invece si sono recati a La Foce sia la polizia municipale (che in caso di conferme sull’inquinamento potrebbe avviare le indagini) che gli agenti forestali.

In queste ore, è bene precisarlo, la situazione ambientale sembra essere tornata nella norma, tanto che germani e pesci sono ritornati come di consueto alla foce del fosso di Marina di Campo.

L’inquinamento è costato la vita ad alcuni esemplari di anatre. Alcuni privati ne hanno salvate quattro rimaste intossicate dal veleno, che ora fortunatamente godono di buona salute. L’Enpa, nel frattempo, polemizza con le autorità competenti per la mancata assistenza agli animali rimasti in vita.

«Questa storia deve finire – dice la volontaria Nicoletta Affini, ex presidente dell’associazione animalista – e in queste circostanze servono risposte certe. Non è possibile trasportare gli animali in fin di vita fino a Livorno. Fra l’altro – conclude la volontaria – da parte di tutti i soggetti regna il caos totale e nessuno sa mai cosa deve fare. Tutti dovrebbero conoscere le leggi vigenti».

Il sindaco Lambardi, dal canto suo, si è detto disponibile a trovare una soluzione. «Voglio fare luce sulla questione dell’assistenza veterinaria – spiega – in quanto pensavo che all’Elba vi fosse almeno un medico di turno in grado assistere i volatili in difficoltà». Ma non sembra essere così, in quanto l’Enpa spiega che «i volatili non sono cani e gatti e nessuno all’ Isola d’Elba è in grado di assisterli».

Il neo sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi attende l’esito dei campionamenti richiesti da lui stesso all’Arpat, così come le autorità competenti. Con ogni probabilità si aprirà quindi un’indagine sulla presunta disinfestazione della Foce di Marina di Campo.

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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