Il dolore
Pugni e calci alla compagna, arrestato
La lite domenica notte: lei ha una costola rotta, lui è stato portato in carcere dai carabinieri
SAN VINCENZO. Secondo i carabinieri aveva picchiato e maltrattato la convivente più volte anche davanti al figlio di entrambi, che ha appena quattro anni. E proprio dopo che le aveva fatto del male di nuovo, l’uomo - trentasei anni, operaio delle acciaierie - è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Piombino. Ora l’uomo si trova in carcere, in attesa dell'udienza di convalida. Non pubblichiamo il suo nome e cognome per tutelare il bambino.
Domenica la coppia, residente a Venturina, era andata a San Vincenzo per passare una serata. La lite è scoppiata verso le 23,30. Sembra che l’operaio volesse prolungare l’uscita facendo un giro fino a Piombino, mentre la compagna voleva tornare a casa dal figlio (lasciato in custodia alla nonna).
Alterco in crescendo, finché la donna è stata colpita più volte con calci e pugni proprio perché, a quanto pare, non aveva assecondato la richiesta di continuare la serata altrove. Però, con grande forza d’animo, lei è riuscita a divincolarsi e scappare a piedi, rifugiandosi nelle campagne della periferia di San Vincenzo; per paura di una nuova aggressione ha poi chiamato il 112. I militari hanno raggiunto in pochi minuti la zona segnalata dalla vittima, che è stata trovata in lacrime e con forti dolori all’addome; tant’è che è stato richiesto l’intervento del personale sanitario del 118. A poca distanza dal luogo dell’appuntamento gli stessi carabinieri hanno scorto un uomo, apparentemente tranquillo, che spingeva una moto e che cercava di spiegare la situazione ripetendo che «era rimasto senza carburante». Si trattava dell’operaio venturinese, autore dell’aggressione. Intanto la vittima era stata visitata dai medici del pronto soccorso di Villamarina. Per lei una prognosi di 20 giorni a causa della frattura di una costola (legata alle botte prese poco prima). E l’episodio è risultato essere solo l’ultimo di una lunga serie, visto che in precedenza c’erano state diverse denunce.
Immediato l’arresto per i reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia (in applicazione dell'articolo 572 del codice penale modificato dal D.L. 14/08/2013 n.93 che prevede l'arresto obbligatorio nella flagranza del reato). Su disposizione del sostituto procuratore Arianna Ciavattini, l’uomo è stato portato alle Sughere di Livorno.
Cecilia Cecchi
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