Il Tirreno

«Ma sul porto andiamo avanti»

di Alessandro De Gregorio
«Ma sul porto andiamo avanti»

Guerrieri (Authority) e la decisione del governo Renzi: «Una profonda ingiustizia per Piombino»

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PIOMBINO. Mancava solo l’ufficialità, che è arrivata in serata: il Consiglio dei ministri ha deciso che la Concordia verrà portata e smantellata a Genova. Una decisione che definire scontata è un eufemismo. Lo stesso presidente della Regione Liguria ed ex ministro Claudio Burlando, con una certa sfacciataggine, aveva preceduto i lanci delle agenzie facendo capire di averlo saputo in anteprima la sera prima da Matteo Renzi.

«Viviamo questa decisione come una profonda ingiustizia - commenta il commissario dell’Autorità portuale piombinese, Luciano Guerrieri - ma noi andiamo avanti lo stesso, a ritmo spedito, con i lavori di ampliamento del porto. Mancano solo una sessantina di metri e il perimetro della maxi banchina sarà concluso, le draghe piccole stanno già facendo la bonifica, poi arriveranno le draghe grandi (una il 10 luglio, una il 10 agosto) che porteranno i fondali a meno venti. A settembre sarà pronto il bacino che avrebbe potuto e dovuto ospitare la Concordia e che comunque servirà per la piattaforma di demolizione e riparazione delle grandi navi. E sempre a settembre apriremo il relativo bando. Sul resto, preferisco non commentare».

Chi commenta invece è Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto: «Rispetto la decisione ma ribadisco che questa scelta non corrisponde alle nostre richieste, che erano state avanzate sulla base di rischi che non sono stati valutati come avremmo voluto. Il tragitto più breve che portava al porto di Piombino sarebbe stato più sicuro. Da questa vicenda ho ricavato un’impressione netta, che è motivo di rammarico: i poteri pubblici hanno abdicato alla propria missione. Avrebbero dovuto imporre le soluzioni al gruppo Costa in nome della tutela del bene comune, invece di assecondarne ogni intenzione. Sin dall'inizio gli enti territoriali hanno sostenuto il peso della rappresentanza degli interessi collettivi a fronte di un evento di portata planetaria, mentre i vari Governi sono stati sempre molto timidi. Ricordo ad esempio che il commissario governativo è stato mandato solo 8 giorni dopo il naufragio, e che dalle delegazioni internazionali ai giornali di tutto il mondo, all’identificazione dei dispersi, è stato seguito da qui: dall’isola e dalla sala operativa della Provincia. A questo punto, la priorità è allontanare il prima possibile quella nave dal Giglio, e noi saremo ligi ai nostri doveri istituzionali. Facendo quel che dobbiamo per allontanare la Concordia, allontaneremo anche i “gufi” che speculeranno sul trasferimento del relitto. A partire magari da quegli ambientalisti che finora non hanno mosso un dito, ma che con ogni probabilità saranno in prima fila a invocare il disastro ambientale imminente».

Secondo Luciano Giannoni (Pdci) «la motivazione vera è evidente e anche, da un certo punto di vista, comprensibile; Genova ha un bacino assai più grande di Piombino. Si badi bene però, non un bacino di carenaggio o un bacino portuale, ma più semplicemente un bacino elettorale. Come corollario e seguendo la vecchia massima del divo Giulio per cui a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, l’affidamento dei lavori alla Liguria potrebbe anche essere letto, in termini di lotta politica interna al Pd, come una punizione per i piombinesi cuperliani nonché come un sonoro ceffone al presidente Rossi che tanto si era speso per la soluzione piombinese. Smacco ancor più pesante in vista, perché no, delle prossime regionali alle quali Rossi, cui va tutta la nostra stima e apprezzamento, si presenterà notevolmente azzoppato proprio dal segretario del partito nelle cui file milita. Per quanto riguarda il Pd locale, è da sottolineare una certa eterogeneità di atteggiamenti. Si va dalle posizioni cerchiobottiste dell’onorevole Velo all’impegno costante, ma purtroppo infruttuoso del sindaco uscente Anselmi e, per il poco tempo avuto, del sindaco Giuliani fino al tentativo, tra l’ingenuo e il patetico, messo in atto dalla segreteria federale del Pd che forse sperava, con quel viaggio per mare, di nascondere la realtà che si stava profilando e cioè che il Pd nazionale, nella persona del suo segretario, scaricava Piombino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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