Il Tirreno

Rio, le imprese alzano bandiera bianca

di Luigi Cignoni
Rio, le imprese alzano bandiera bianca

Sciolta l’associazione operatori economici. Lavori al Riale e parcheggi alla base della scelta: «Tanto non ci ascolta nessuno»

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RIO MARINA. Disciolto. Soppresso per incapacità d’incidere operativamente.

Dopo sette anni di attività, il comitato che riuniva una trentina di soggetti fra operatori economici, commercianti e negozianti di Rio Marina e Cavo, come dire il cuore pulsante dell’economia di questo versante dell’Isola presieduto da Marinella Cecchini, non esiste più. Consegna le armi, anche se aveva sperato che, con il cambio dell’amministrazione, le cose potessero mutare. Ma, a quanto dicono gli operatori, non è stato così.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha indotto gli stessi associati a rompere l’associazione è stata la polemica sui lavori alla valle del Riale e il conseguente venire meno di un polmone di parcheggi nel centro storico, vitali per le attività. Soprattutto in estate.

I lavori hanno di fatto cancellato 250 posti macchina che funzionavano come posteggio per le auto di turisti e residenti che si fermavano in paese per raggiungere i negozi e i vari esercizi pubblici.

Con l’intervento di rifacimento della valle e la creazione di un muro, soprannominato presto come il muro della discordia, tale opportunità viene di fatto annullata.

«Duecentocinquanta posti auto cancellati dalla mattina alla sera – ci dice Marinella Cecchini, ex responsabile dell’associazione operatori economici di Rio Marina e Cavo – non sono piccole cose. Sono cifre importanti soprattutto se non vengono sostituiti con altre proposte di questa consistenza».

E nel centro storico, date proprio le sue caratteristiche morfologiche, spazi destinati a ricevere un numero così alto di autovetture non ce ne sono. «Avevamo fatto presente all’amministrazione comunale le nostre perplessità – aggiunge ancora l’ex presidente del disciolto comitato – Ci erano state garantite soluzioni alternative, ma sono ancora lontane da essere messe in pratica».

La proposta ventilata nel palazzo municipale è quella di destinare un’area dell’ex comparto minerario di Vigneria ad area adibita a parcheggio pubblico. L’unico neo è rappresentato dal fatto che è distante dal paese alcune centinaia di metri.

«Ci sembra che l’area di Vigneria – puntualizza il vice sindaco Giovanni Muti – sia perfettamente in grado di sostituirsi alla capacità ricettiva della valle». Ma il problema è che ancora non è funzionale ad accogliere le macchine. «Insomma siamo punto a capo – dice Marinella Cecchini – promesse, promesse, discorsi e mai fatti concreti, mentre la nostra economia va a rotoli». E come spesso succede in questi casi, un problema tira l’altro. Su tutti sovrasta il caso per eccellenza in questo versante, la viabilità.

«Per le nostre attività commerciali e per le strutture turistiche la frana del Piano – dice sempre Cecchini – è stata un colpo duro e ne avremo ancora per molto. Noi ci siamo affacciati in ritardo al turismo, visto che nel nostro versante funzionavano ancora le miniere, ma il gap che c’è tra il nostro e l’altro versante dell’Elba è impressionante. E ciò che ci preoccupa di più e che nessuno – conclude – ci aiuta a sollevarci».

Così, tra frane, lavori, muraglioni e parcheggi i titolari delle attività di Rio Marina sono sempre più tentati dal gettare la spugna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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