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Presenze turistiche: più 60% in tredici anni

Presenze turistiche: più 60% in tredici anni

In Val di Cornia l’incremento record rispetto a tutto il territorio provinciale Tra i nei la mancanza di sinergie tra operatori e la scarsa cultura dell’accoglienza

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PIOMBINO.

Da 1.800.000 a circa 2.800.000 presenze in 13 anni, con un incremento record di oltre il 60% contro una media provinciale del 15. Parliamo di presenze turistiche in Val di Cornia.

Il dato è emerso nel corso dell’incontro dell'Osservatorio provinciale, l'organismo composto dai vari osservatori turistici di destinazione della Provincia. Presenti, il dirigente del settore Turismo della Regione Paolo Bongini, l'assessore provinciale al Turismo Paolo Pacini, Alessandro Tortelli del Centro Studi Turistici di Firenze.

Nel corso dei lavori sono stati ricordati gli obiettivi del progetto regionale "Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva", tra i quali, quello della creazione di una piattaforma informatica regionale con la messa in rete di tutti gli Otd comunali, piattaforma che servirà ad armonizzare e coordinare le metodologie di misurazione per consentire confronti omogenei dei dati sul turismo raccolti. Nell’occasione sono stati presentati i dati relativi all'evoluzione delle presenze dal 2000 al 2013 in tutta la provincia. Ed è lì che è emersa l’impennata positiva registrata dalla Val di Cornia.

Nello stesso periodo, guardando ai posti letto, la Val di Cornia è cresciuta di quasi del 50% per il settore alberghiero e di oltre il 30 % per l'extralberghiero, mentre la media provinciale è stata rispettivamente del 9 e del l'11%. Quanto alla tipologia del turista, si evidenzia, sempre rimanendo nella zona, che nel 2013 il 65% era costituito da italiani. Il 35% ha scelto gli alberghi ed il 65% ha preferito i campeggi, villaggi, agriturismo. Nell'incontro sono stati poi indicati i punti di forza e quelli di debolezza. Per la Val di Cornia, tra quelli di forza vi sono l'enogastronomia con l'utilizzo di prodotti locali del mare e della terra, la produzione di vino di alta qualità, la ricchezza degli eventi estivi, la varietà del paesaggio che spazia dalla costa alla collina passando per i borghi medioevali.

Tra quelli di debolezza, la mancanza di sinergia degli operatori, la scarsa cultura dell'accoglienza da parte dei cittadini, l'utilizzo del solo periodo estivo per il turismo, abitazioni dall’estetica poco curata, la scarsità dei trasporti pubblici e della comunicazione ed una mal programmazione degli orari.

Tra i punti di debolezza anche la difficoltà a reperire da parte delle aziende di personale professionalmente qualificato. «Si tratta di un'analisi molto seria, che fornisce alle amministrazioni comunali degli indicatori ben precisi su cui impostare le proprie politiche turistiche. Nel mese di luglio riuniremo l'Osservatorio Turistico di Destinazione di Piombino per comunicare agli operatori ed alle associazioni di categoria i dati forniti ed impostare le scelte strategiche per il futuro». ha commentato Stefano Ferrini, vicesindaco ed assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Piombino presente all'incontro.

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