Gioco
Un altro turismo, l’isola scopre il mondo dei diving
Ventisette imprese elbane consorziate nel Ced, più di un centinaio di lavoratori. Da Pianosa all’Elba, paradiso per i subacquei: «Ma la stagione è troppo corta»
PORTOFERRAIO. È uno dei pochi mercati in crescita, nonostante la crisi non intenda mollare la presa. Soprattutto sul turismo. Stiamo parlando dell’industria dei diving elbani, la cui fortuna è legata a doppio filo ai tesori subacquei disseminati intorno all’isola. Alcuni progetti innovativi (su tutti l’apertura regolamentata del fondale di Pianosa) hanno fatto aumentare l’interesse per un settore turistico fino ad oggi poco esplorato. Una crescita che si riflette sui numeri, basti pensare che sono 27 i diving center che coprono tutti i versanti e i luoghi di immersione più interessanti dell’isola. Ma lo sviluppo - basta parlare con gli operatori del settore per capirlo - non è esente da problemi: su tutti la stagione turistica ancora troppo corta che riduce al minimo gli affari delle tante imprese elbane. Nell’edizione cartacea il servizio sui diving dell’isola d’Elba.
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