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Trasferiti all’Arcobaleno i piccoli ospiti del Girasole

Trasferiti all’Arcobaleno i piccoli ospiti del Girasole

Confermata da settembre la chiusura del nido dei Ghiaccioni, nascite in calo e manutenzioni costose sono alla base della decisione presa dal Comune

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PIOMBINO. Non c’è futuro per il Girasole. La festa di fine anno di domani, coinciderà con lo stop definitivo del primo asilo nido nato in città. Attivo da oltre 30 anni.

Nell’ultimo incontro con i genitori, l’assessore alla Pubblica istruzione, Margherita Di Giorgi, ha confermato la chiusura della struttura dei Ghiaccioni e i motivi della decisione. Ha fornito dettagli ulteriori e invitato le famiglie a confrontarsi su un progetto - ancora da scandire - sulla riconversione dell’edificio e dell’area verde intorno.

In prima battuta, Di Giorgi ha riepilogato le cause, definite oggettive, che impediscono il mantenimento del nido. Si ruota intorno a tre. Il calo demografico, le manutenzioni straordinarie - con gli investimenti consistenti di cui necessita la struttura - e, infine, l’adeguamento, costoso anche quello, alle nuove normative antincendio previste dal prossimo ottobre per gli edifici scolastici.

I ventuno bimbi che a settembre avrebbero dovuto tornare al Girasole saranno trasferiti in blocco al nido Arcobaleno e saranno assegnati alle stesse insegnanti che li hanno seguiti finora. Per due lavoratrici ausiliarie che sarebbero risultate in eccedenza, è stato individuato un altro incarico.

«Con i nostri uffici abbiamo lavorato molto per approntare un intervento che non recasse disagi, prima di tutto ai bimbi. Mantenere lo stesso personale permetterà di gestire al meglio il passaggio e garantire la continuità educativa e didattica», spiega Di Giorgi. Che fornisce qualche dato. Al Panda, ad una capienza di 70 posti, corrispondono 51 iscritti. Quarantaquattro su 60 all’Arcobaleno mentre al Girasole, l’asilo più grande, sono rimasti 21 piccoli sui 70 potenziali. E in previsione non si intravedono inversioni di tendenza.

Quanto al futuro, l’assessore spende qualche parola rassicurante: «La destinazione d’uso continuerà ad essere riservata ai bambini. Puntiamo alla nascita di un gruppo di lavoro formato dai funzionari del Comune e dai genitori stessi, per elaborare un progetto che abbia questo obiettivo. Cosa nascerà, - chiude - è tutto da vedere, anche in funzione delle risorse che potremo reperire».

Intanto, tra i genitori si ingoia amaro. Domani, in occasione della festa finale, si scambieranno opinioni e perplessità. Massimo Landi anticipa il suo pensiero personale: «Sono dispiaciuto della chiusura, che a questo punto pare inevitabile. C’è da domandarsi, se ci fosse stato un boom di iscritti, se si sarebbero trovate le risorse per la messa a norma gli impianti elettrici, ad esempio. Contemporaneamente, un ambiente sicuro è interesse di tutti. Ora, puntiamo a non perdere definitivamente questo spazio pubblico».

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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