Il Tirreno

Due faine liberate ai Montioni

Due faine liberate ai Montioni

Cuccioli, recuperati in maggio alla cava di Monte Valerio e “svezzati” al Cruma

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SUVERETO. Ci hanno messo un po’ di tempo prima di decidersi a “lasciare” il trasportino, titubanti di fronte alla libertà. Poi però, preso contatto con l’ambiente, in un attimo si sono dileguate, finalmente libere, nel bosco di Montioni. Si tratta delle due baby faine (mustelide, per altro, dalle abitudini squisitamente notturne ed erano le 10,30 di sabato mattina...) che sono state protagoniste di una delle tantissime chiamate al pronto soccorso fauna selvatica Wwf Val di Cornia, il 7 maggio scorso.

I due cuccioli, già con gli occhi aperti si aggiravano nella cava di Monte Valerio (Campiglia). Da qui, temendo che non avessero più la mamma ad occuparsi di loro, sono stati segnalati ai volontari Wwf e recuperati. I due fratellini, maschio e femmina, sono stati però adeguatamente accuditi e svezzati al Cruma.

ECCO IL VIDEO DEL MOMENTO DELLA LIBERAZIONE

Sabato mattina la liberazione a poca distanza dal ristorante “La Foresta”. A ritirarle a Livorno, ormai di un po’ più di due mesi d’età. Michele Bacci volontario Wwf spesso al servizio recupero fauna selvatica. Con Bacci, al parco di Montioni, anche Stefano Gualerci presidente del Comitato Wwf Val di Cornia. «Colgo l’occasione – ricorda Michele Bacci – per spiegare cos’è meglio fare proprio a quelle persone che trovano nascosto nell’erba o anche nella propria rimessa degli attrezzi un cucciolo di animale selvatico, una volpe, un capriolo, una lepre che all’apparenza sembra abbandonato. Credendo di fare la cosa giusta si può commettere l'errore di raccogliere il piccolo. Nella maggior parte dei casi la madre si è allontanata in cerca di cibo ed i cuccioli restano ad aspettarla.Solo se il cucciolo si trovasse in una situazione di imminente pericolo come ad esempio in mezzo ad una strada, allora potremmo aiutarlo cercando di spostarlo in un prato o boschetto nelle immediate vicinanze ma non toccandolo mai a mani nude. Al di là dei rischi che si possono correre toccandolo, lo si condanna alla “cattività” perché la sue specie non lo riconoscerebbe più». Quindi nel caso meglio contattare il Wwf locale, chiamando al 3381522578 oppure sulla pagina facebook Wwf Val di Cornia. (c.c.)

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