Sicurezza
Distributore di gasolio ko, un disastro per pescatori
CAMPO NELL’ELBA. Una storia infinita la vicenda che ha per protagonista il distributore di gasolio sulla banchina del porto. Da gennaio, dopo il tira e molla delle aperture e chiusure registrate alla...
CAMPO NELL’ELBA. Una storia infinita la vicenda che ha per protagonista il distributore di gasolio sulla banchina del porto. Da gennaio, dopo il tira e molla delle aperture e chiusure registrate alla fine dello scorso anno, non esiste più la possibilità di effettuare il rifornimento a Marina di Campo per la flotta di pescherecci che qui ha il suo punto base e per i titolari di diving center.
A monte della chiusura della pompa di carburante sul porto una lunga diatriba tra l’ultimo gestore del servizio e la società Eni. Una trattativa fatta di carte bollate che ha tutta l’aria di averetempi lunghi per la sua definizione.
Intanto, chi ci rimette sono gli operatori che intendono accompagnare negli oltre quaranta punti d’immersione gli appassionati subacquei italiani e stranieri alla ricerca delle bellezze dell’isola che si trovano sotto il livello del mare. E come loro, anche i pescatori che hanno le motobarche di stanza a Campo e che da qui giornalmente salpano in direzione delle altre isole dell’arcipelago per la pesca.
«Per noi è un problema – dice Marco, che fa da portavoce delle istanze della categoria – a seconda delle necessità e da dove ci troviamo siamo costretti a rifornirci di gasolio a Santo Stefano, oppure a Portoferraio e a Porto Azzurro, tutti porti che sono a diverse miglia di distanza da noi, ma non abbiamo altre soluzioni che queste. E logicamente con altri costi e con altre perdite da tempo».
È da molto che, loro malgrado, sono costretti a questo ruolino di marcia: prima di rientrare in porto, a seconda se sono più vicini ala costa o all’isola, prima di mettere la prua su Campo vanno in uno dei porti di cui sopra a fare il pieno per essere pronti l’indomani a fare un’altra battuta. «Avevamo chiesto l’intervento dell’amministrazione pubblica – dice sempre Marco – ma purtroppo senza alcun risultato».
Evidentemente i problemi che sono a monte della chiusura del distributore sono molto difficili da risolvere, comunque tali da non prevedere una prossima riapertura. «Ma se l’Eni ha un atteggiamento così rigido perché vuol far rispettare le regole – dice Luca Crippa, responsabile di un diving center che opera proprio in questo paese – perché non provare presso altri fornitori di gasolio e chiedere loro la possibilità di mettere in funzione un’altra pompa? Potrebbe essere una scappatoia per vedere se si riesce da uscire da un simile stallo o anche i questo caso – conclude – siamo alle prese con richieste di firme che non arrivano?».
Luigi Cignoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
