Sicurezza
“Un’altra Piombino” e la Concordia «Il Pd è demagogico»
PIOMBINO. «Se l’inizio della nuova giunta locale è questa trovata della spedizione verso Genova, crediamo che il futuro si delinei a tinte piuttosto incerte». E’ polemico l’atteggiamento di “Un’altra...
PIOMBINO. «Se l’inizio della nuova giunta locale è questa trovata della spedizione verso Genova, crediamo che il futuro si delinei a tinte piuttosto incerte». E’ polemico l’atteggiamento di “Un’altra Piombino”, per l’iniziativa del Pd, «mentre la città in forte declino sta attraversando la più pesante crisi dal dopoguerra a oggi, e l’incertezza sul futuro delle realtà produttive regna sovrana in una pesante e plumbea calma piatta».
«Cosa si è pensato di dimostrare – dice la lista civica – con il viaggio di questo rimorchiatore? I rischi che correrà la Concordia? Ma hanno davvero tanta voglia di scherzare e di prendere in giro la cittadinanza? L’esperienza di un rimorchiatore non sarà mai paragonabile a quella di un carico enorme qual è la Concordia, né le valutazioni di tre improvvisati viaggiatori potranno mai assurgere a una qualche valenza scientifica. Noi crediamo che sia solo una mossa demagogicamente propagandistica, ma anche che Piombino non abbia più bisogno di queste farse».
Per “Un’altra Piombino” Piombino «ha bisogno di progetti, di prospettive concrete e soprattutto di chiarezza. Queste trovate pubblicitarie denotano un vuoto di prospettive e di progetti. Tutta l’attenzione delle istituzioni locali sembra concentrarsi sulla demolizione del grande rottame: ma se la tragedia della Concordia non si fosse verificata, di quali progetti parleremmo oggi a Piombino? Inoltre, come risulta dalle dichiarazioni rilasciate dal commissario Franco Gabrielli, non c’è mai stato un impegno concreto circa la verifica di fattibilità sul porto di Piombino».
Infine, riflette la lista civica, «il presidente del Consiglio è il segretario del Pd, la Regione è governata dal Pd, la Provincia e il Comune pure: protestano contro se stessi? Perché invece non chiedono di essere ammessi ai tavoli delle trattative? Ci pare poi poco accettabile che il sindaco si imbarchi in tale impresa insieme ai dirigenti locali del Pd. Servirebbe anche un po’ più di chiarezza circa i ruoli istituzionali».
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