Il Tirreno

«Giunta senza Psi il nostro appoggio non è scontato»

di Francesco Rossi

Barabaschi all’attacco del sindaco: ha scelto persone ingombranti. Ci sentiamo liberi di non allinearci

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CAMPIGLIA. Sull’esclusione del partito socialista dalla giunta arriva la versione di Gianpaolo Barabaschi. L’ex-consigliere socialista più votato alle elezioni del 2009 corregge in parte il tiro del suo collega Gianfranco Benedettini e rivela che l’appoggio alla coalizione di maggioranza è più precario di quanto le parole del sindaco non facciano credere.

«Avevo capito che non saremmo stati della partita – racconta Barabaschi contraddicendo Benedettini –. Ci sono stati diversi incontri col sindaco e dopo l’ultimo, la scorsa domenica 8 di giugno, proprio il giorno conclusivo della fiera, non ho più avuto illusioni. Forse avrei dovuto dirlo esplicitamente a Benedettini, ma credevo che anche lui avesse capito».

Barabaschi descrive un rapporto non facile col Pd locale anche in occasione della formazione delle liste. «Visto che per legge l’elettore deve votare due candidati di sesso diverso, avevamo chiesto di inserire nella lista un uomo ed una donna del nostro partito, altrimenti il nostro elettore sarebbe stato costretto a votare anche un candidato non socialista. Questo ci è stato negato e non è giusto, non è una scelta sportiva. È come dover partecipare alle para-olimpiadi contro un atleta che non abbia alcun impedimento fisico».

Tutto ciò rivelerebbe, secondo l’ex-consigliere, l’esistenza di una linea politica del Pd di zona alquanto rigida. E sulle parole del sindaco Rossana Soffritti, certa di poter «continuare a collaborare, come sempre al meglio, sia in consiglio che al di fuori di esso», Barabaschi esprime più di un dubbio, basandosi sulla riunione del suo partito susseguente all’esclusione dalla giunta.

«Ho detto in sede di riunione che in politica esistono accordi e non contratti – spiega – e quindi per il momento facciamo parte della coalizione, poi si vedrà. Abbiamo stilato il nostro programma e molto dipenderà da quanto la giunta si discosterà da questo. Certamente il nostro appoggio è adesso più condizionato. Dopotutto, essendo fuori dal governo, adesso siamo più liberi di dire ciò che si pensa».

Le parole del primo cittadino, quelle di aver scelto come assessori «Le persone più inclini al ruolo che viene loro dato», gli pesano, in particolare alla luce degli assessori socialisti proposti, lui stesso, l’ex-assessore Benedettini ed il dottor Fausto Bonsignori, vice-presidente della provincia di Livorno.

«Ci sarebbe molto da dire anche su questo – afferma l’esponente socialista – ma ci vogliono nervi saldi. Dirò solo che in questa giunta ci sono alcune presenze ingombranti». Barabaschi, che rivela per sé anche un ruolo guida su alcune decisioni importanti della vecchia giunta, come quella di respingere il progetto delle 17 pale eoliche («ho fatto notare che produrre energia con le normali centrali Enel costa fino a 6 centesimi, tra 25 e 30 centesimi invece con l’eolico e dov’è il vantaggio per il cittadino? Così la mia posizione ha convinto ed ha prevalso»), esprime amarezza per l’accaduto, «ma non per ragioni personali, quanto per il partito. Le pressioni del Pd locale hanno avuto questo effetto, anche se – conclude Barabaschi – nonostante tutto siamo riusciti ad eleggere il nostro consigliere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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