Sicurezza
L’erba alta e i giochi rotti in troppi giardini di città
Buche e pericoli in tante aree verdi che sono ai limiti della praticabilità e anche i luoghi storici sono spesso mortificati e lasciati precipitare nell’oblio
PIOMBINO. Il taglio ormai dimenticato dell’erba ha creato una specie di foresta da fare invidia al bosco incantato di Alice nel paese delle meraviglie.
L’immagine fantasiosa cozza tuttavia in concreto con un giardino ai limiti della praticabilità, dove vegetazione spontanea, erbacce secche, rami spinosi e forasacchi molesti mettono alla prova i cittadini che si avventurano nei parchi paralleli a via Ferrer, che intersecano via Zara e via Grosseto.
Erba alta. Un altro contesto dove la vegetazione sembra ormai aver raggiunto una piena autonomia è l’area verde in via Modigliani: piante alte un metro ad ostacolare l’eventuale percorso per raggiungere le panchine e un paio di giochi per bambini in mezzo al “giardino”.
È stata invece tagliata l’erba in via De Sanctis e in viale Michelangelo. Sulla strada sotto l’istituto di Ragioneria, lato mare, però la vegetazione falciata non è stata tolta, ormai sparsa lungo tutto il marciapiede.
Buche, giochi e pericoli. Restando nella parte nuova della città, il parco Caduti nei lager nazifascisti mostra un manto in ordine. I giardini Silvestro Lega più avanti a Salivoli, in direzione centro, invece rivelano qualche problema, soprattutto nell’area giochi. Uno dei gingilli con molla è malfermo, mentre una quadrato ricavato nel terreno, probabilmente in origine pieno di sabbia, adesso raccoglie soprattutto ghiaia e terra. Intorno agli scivoli sono state installate poi le “mattonelle” di materiale morbido per attutire la discesa dei bimbi, ma sono state posizione in modo improprio tanto da rappresentare più un pericolo che un aiuto.
Infine lì vicino, una buca di origine ignota, larga circa 40 centimetri, e profonda altrettanto, rischia di far cadere grandi e piccini.
Qualche guaio anche al parco VIII marzo. Qui incivili hanno deciso di usare il prato come pattumiera (uno dei cestini ieri a pranzo era zeppo all’orlo), spargendo in giro carte, fogli e quant’altro. Riguardo ai giochi, sporca e non più morbida la pavimentazione utilizzata per attutire la discesa attorno agli scivoli, mentre una delle strutture è rotta e scheggiata.
Parco nuovo e parco vecchio. In via Don Minzoni, quasi uno di fronte all’altro, due parchi con giochi per bambini. Quello più nuovo ha un prato pressoché perfetto e strutture nuove, l’altro, quello con il cavallo per capirsi, è il ritratto dello sconforto: a parte il destriero ormai quasi irriconoscibile, le panchine sono vecchie e malridotte, nel terreno accanto a un gioco c’è una buca pericolosa e il muretto che delimita l’area pare sia stato bombardato, con ciottoli rotti reale rischio per bambini e non solo.
Giardini belli o brutti. Quando si parla di parchi la qualità non dovrebbe essere un optional.
In ottimo stato è quello dell’Orto dei frati; in buone condizioni piazza della Costituzione, anche se la vasca ha ormai l’aspetto di una tinozza piena di acqua sudicia.
Desolante è invece l’immagine dell’area giochi sopra via Amendola, lembo di terra bruciata con un paio di ninnoli. Spettacolo avvilente anche in via da Vinci: il parco sopra le mura ha un ingresso pieno di cicche, tubi scheggiati che escono dalla parete, giochi malfermi e vecchi.
Piazza Dante. Una riflessione: l’erba va anche bene, così come le panchine.
È tutto il contesto, dalle cornici rotte che delimitano le aiuole agli obelischi scheggiati e imbrattati di scritte e simboli, a dipingere l’immagine mortificata di un luogo storico di Piombino, ormai precipitato in un mesto oblio.
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