Toscana
«Pochi sponsor, ma Apritiborgo si farà in ogni caso»
Jacopo Bertocchi, assessore alla cultura e vicesindaco punta sull’arte e lo spettacolo per il rilancio del territorio
CAMPIGLIA. Jacopo Bertocchi è l’unico assessore della vecchia giunta che ha mantenuto l’incarico nella nuova; rimasto a cultura, turismo e comunicazione, ma ha anche aggiunto l’importante incarico di vicesindaco.
Bertocchi, 35 anni, venturinese, laureato in scienze politiche (col vecchio ordinamento) a Firenze con una tesi in teoria e tecnica della comunicazione cinematografica. Lo scorso anno ha aggiunto al curriculum un master all’Università di Pisa su “Governance politica e progettazione europea”. Nel passaggio al nuovo mandato anche un altro cambiamento: la sua collocazione politica; entrato in giunta nel 2009 come indipendente e poi ha preso la tessera Pd nel 2011. «Per chi riveste un ruolo amministrativo – spiega – è necessario avere un sostegno politico. Sono sempre stato vicino alla socialdemocrazia ed oggi sono ancora più convinto della mia scelta di appartenenza al Pd».
Effetto Renzi? «Nient’affatto. Non sono renziano né della prima, né della seconda ora. Alle primarie ho votato Civati e mi rivedo nella sinistra del partito». Progetti per il secondo mandato? «Agire sul doppio binario dell’innovazione e della partecipazione. Proseguire il lavoro già compiuto di valorizzazione del patrimonio, di creazione di presidi culturali, di interventi su biblioteche, archivi e scuole. Penso alla creazione di spazi culturali nel palazzo Pretorio (la mostra permanente sul pittore Carlo Guarnieri), nel centro civico Mannelli, nella Pieve di S. Giovanni. La cultura si intreccia col turismo. Abbiamo intenzione di dar vita a dei processi partecipativi per trasmettere la consapevolezza del nostro patrimonio culturale. I primi a far conoscere le nostre bellezze – prosegue Bertocchi – sono proprio coloro che lavorano sul nostro territorio, gli operatori turistici. Campiglia con responsabilità e conoscenza ha un ruolo fondamentale da giocare in Val di Cornia. Proprio per favorire questo connubio tra il turismo ed il settore culturale, posso anticipare che non sarà applicata la Tasi sulle attività turistiche, commerciali ed agricole». Nei giorni scorsi, Coraldo Cavicchi, presidente onorario del Comitato Cittadino si era lamentato della scarsa valorizzazione del museo del lavoro. «Il museo è un punto “maledetto”: tanti gli aspetti critici, in particolare il fatto che con questa sistemazione - un numero enorme di attrezzi d’epoca sistemati in un padiglione della fiera - non è valorizzabile. Lo scopo è svincolare il concetto di museo del lavoro e di trasformarlo in una realtà diversa. Per esempio quella del museo diffuso, cioè distribuendo alcuni dei pezzi del museo, che rappresentano la nostra tradizione contadina, in alcune vie simbolo come via dell’Agricoltura, via del Lavoro o il parco termale. Bisogna creare una rete che faccia vivere il museo. Grazie alla consulenza dell’Idast (associazione di antropologia guidata dai professori universitari Pietro Clemente e Paolo de Simonis) stiamo cercando di migliorare la fruibilità del museo attraverso la connessione col territorio. Da poco abbiamo intrapreso una sorta di gemellaggio con San Giuliano Terme, che condivide con Campiglia la storia contadina e a cui abbiamo dato in prestito attrezzi del nostro museo».
Più a breve scadenza, Bertocchi cancella i dubbi su Apritiborgo 2014: « Certo che verrà fatto il festival. Quest’anno poi ricorre il decennale e per sottolinearlo terremo aperto Palazzo Pretorio ed il museo del minerale, ed allungheremo il perimetro della manifestazione». «Costo dell’ABC Apritiborgo, fanno 80mila euro – afferma Bertocchi – salvo aggiustamenti (in più) in sede di consuntivo, quando si dovranno calcolare gli straordinari degli operai, del personale amministrativo e della polizia municipale. La copertura degli sponsor? Irrilevante: da coprire il costo, oggi si riduce a poche migliaia di euro. La crisi non lascia scampo. Purtroppo – conclude – questa è la nota dolente di una grande manifestazione».
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