Il dolore
Sei mesi per rilanciare l’ex Indal
La nuova Coop 3 va alla conquista del mercato territoriale puntando su qualità e prezzi contenuti
SUVERETO. È pronta ripartire la nuova Indal 2000, e lo fa grazie alla cooperativa Coop3 messa in piedi da dieci ex dipendenti che hanno deciso di destinare a capitale sociale per la costituzione della cooperativa l’anticipo dell’indennità di disoccupazione, cui avevano diritto dopo il triste epilogo dell’azienda di distribuzione alimentare di Suvereto, messa in liquidazione lo scorso febbraio, poi finita sulla strada del concordato preventivo che ne ha evitato il fallimento.
Nascita della cooperativa. Da una prospettiva legata a disoccupazione e grande incertezza per il futuro, parte l’idea di alcuni dipendenti: provare a tenersi stretto il lavoro, investendo la propria indennità di disoccupazione, nell’obiettivo di rilevare l’azienda. E così è stato: 10 dei 27 ex dipendenti Indal 2000 hanno formato una cooperativa, firmando a inizio giugno un contratto di affitto valido sei mesi, al termine dei quali i lavoratori decideranno se acquistare o meno l’azienda. Partendo da un capitale sociale di 81mila euro, frutto dell’anticipo Aspi degli ex dipendenti rimasti, e dal contributo di 175mila euro sostenuto dai soci finanziato ridi Coopfond e Cfi Cooperazione Finanza Impresa, Coop3 punta sui mesi estivi per rilanciare l’attività dell’ex Indal 2000 e capire se esistono le potenzialità per arrivare all’acquisto definitivo dell’azienda.
Obiettivi e innovazione. «Abbiamo ridotto drasticamente il numero di prodotti, passando dai 6000 della Indal ai 600/700 nostri – spiega Fabrizio Giannelli, magazziniere e presidente della cooperativa – Il nostro vuol essere un approccio avanzato e innovativo. Non vogliamo conquistare chissà quale mercato, ma ritagliarci una fetta di clienti ben precisa. Il nostro raggio d’azione va da Castiglioncello a Castiglion della Pescaia, più l’Elba, puntando su prezzo contenuto, buona merce, interfaccia costante con il cliente». La prossima settimana Coop3 parte con ordini e consegne, proponendo canali di vendita nuovi per la zona, con spedizioni garantite entro 24/48 ore, 72 per l’isola d’Elba. I metodi commerciali? Il telefono soprattutto e la televendita per dare informazioni immediate al cliente, poi sms, Facebook, email e un sito Internet che presto sarà pronto. «Abbiamo deciso di scommettere sul nostro lavoro – afferma Giannelli – Vogliamo continuare a fare quello che abbiamo fatto sinora, ragionando su un orizzonte di sei 6 mesi. Alla fine vedremo se ci sarà il mercato per poter andare avanti».
La Regione. A intervenire sulla nuova vita della Indal anche il consigliere regionale, Matteo Tortolini: «Ritengo che un processo di rigenerazione avviato direttamente dai dipendenti, che scommettono a proprio rischio, sia un fatto importante e un possibile esperimento pilota di assoluto valore in un territorio dalle evidenti complicazioni – sostiene Tortolini – Il primo passo deve arrivare da questi ragazzi; la Regione cercherà di sostenerli con i mezzi a propria disposizione, soprattutto bandi su credito, innovazione e formazione professionale. In un mercato libero, mi sento comunque di sperare che il territorio valorizzi questo progetto, premiando persone competenti e meritevoli».
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