Sicurezza
«Il Governo alla fine dovrà darci spiegazioni»
Fulvio Murzi (Asiu) ribadisce che il Progetto Piombino era e rimane il migliore «Qualunque decisione verrà presa abbiamo il diritto di conoscerne i motivi»
PIOMBINO. Sono andati a Firenze non solo a ricordare che ci sono, smentendo per esempio l’Autorità portuale di Genova (Luigi Merlo aveva detto che per la Concordia non esistevano altri progetti), ma per ribadire che il loro piano è il migliore sotto tutti i punti di vista. E per dire che, nel caso in cui Genova dovesse accaparrarsi il relitto, si aspettano spiegazioni. Da chi? «Dal Governo» dice Fulvio Murzi, amministratore unico di Asiu, una delle società (le altre della cordata sono Ecoacciai, Ecofor service, Gruppo Forti, Despe, Remazel Engineering) che presentarono il progetto a Costa crociere. Progetto che prevedeva il trasferimento e lo smantellamento del relitto a Piombino.
«In questi giorni - dice Murzi - ho notato un certo nervosismo. E il nervosismo nasce quando non si hanno più argomenti. Noi siamo una compagine di valore internazionale, con un capitale versato di circa 700mila euro e circa 500 addetti. Ognuno nel proprio settore ha esperienze e competenze importanti. Insomma, non siamo gli ultimi arrivati. Abbiamo presentato il nostro progetto entro i termini. Ora ci vengono a dire che alla Conferenza dei servizi hanno portato quello di Genova perché non lo conoscevano e dovevano esaminarlo. Quindi chi è arrivato dopo la musica? Abbiamo la presunzione di dire che il nostro progetto è il migliore. Perché non è finito alla Conferenza dei servizi? Qualcuno dovrà spiegarcelo. Che Costa decida quale progetto preferisce è legittimo, ma l’autorizzazione devono darla altri. E devono dire perché».
La Conferenza dei servizi esprimerà un parere mercoledì 25. Ma Enrico Rossi ha già detto che in quella sede la Regione Toscana dirà di no. E la Conferenza non decide a maggioranza. Ciò significa che, alla fine, la decisione spetterà al consiglio dei ministri. A Renzi. Il quale Renzi non si è espresso personalmente ma lo ha fatto tramite il sottosegretario Graziano Delrio, il quale ha ribadito la massima fiducia al capo della protezione civile, Franco Gabrielli. Che non è esattamente un fan di Piombino. Lo ha dimostrato anche ieri.
Quindi è tutto già scritto? Murzi non ci sta: «Se il governo si deve giudicare dalle affermazioni di Gabrielli, uno che in caso di marosi vuole mettere la nave a ridosso dell’Elba o di Capraia, sono preoccupato. Io parlo per Asiu: quando saremo in fondo, se dovessimo ritenere che ci sia stata poca chiarezza faremo le nostre valutazioni». Cioè ricorrerà al Tar. «Noi pretendiamo - aggiunge Murzi - che qualcuno giustifichi il rischio di questa navigazione di cinque o più giorni nel Tirreno. Il nostro progetto non costa più di altri, Piombino è il porto più vicino e a settembre sarà pronto. Perché si ostinano a voler trasferire la nave tra luglio e agosto? E’ ambientalmente logico? E la legge che impone lo stop a qualunque lavoro durante la balneazione?».
Nel dettaglio, in relazione al solo contenimento dell’impatto ambientale, il Progetto Piombino prevede la completa segregazione della nave dall’arrivo all'attracco, sino alla completa demolizione e alla successiva rimozione del cantiere per tutta la sua durata. Compresa la fase di completamento di tutte le operazioni di ripristino e bonifica dell’area.
Genova prevede tre differenti localizzazioni della nave con altrettanti spostamenti intermedi. Vengono pertanto esposte 3 differenti aree come possibili bersagli di impatto ambientale. Questo, fanno notare i “piombinesi”, collide con il criterio preminente che vuole ogni rischio tanto più controllabile quanto maggiormente concentrato in un unico bersaglio.
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