Gioco
«Quell’escavo sul porto che si fa finta di non vedere»
MARCIANA MARINA. «L’ultimo intervento sul lungomare di Marciana Marina ha completato la banalizzazione di quella che solo fino a non molti anni fa era una splendida passeggiata». L’associazione...
MARCIANA MARINA. «L’ultimo intervento sul lungomare di Marciana Marina ha completato la banalizzazione di quella che solo fino a non molti anni fa era una splendida passeggiata».
L’associazione Legambiente spara a zero sui lavori realizzati sul porto marinese. «Per arrivare a questo risultato – attaccano – si sono dovute violare le stesse prescrizioni dell’autorizzazione dell’ufficio Demanio comunale del 4 maggio 2012, sottoscritta dal presidente del Circolo della Vela di Marciana Marina (per la sola stagione balneare 2012). In particolare la rimozione dei massi affioranti che di fatto ostacolano il galleggiamento dei pontili doveva avvenire a mano e durante le operazioni di messa in sicurezza dei pontili non doveva essere effettuato alcun dragaggio con mezzi meccanici». E invece, riporta Legambiente, dopo un temporaneo fermo dei lavori in seguito alle segnalazioni di Legambiente e della minoranza consiliare, una riunione degli enti competenti ha autorizzato l’escavatore a continuare i lavori «perché la benna che utilizzava non avrebbe trattenuto i materiali più fini, sposando così la singolare tesi che non si trattasse di escavo e che quindi l’ipotesi di un intervento fatto a mano».
Secondo Legambiente i lavori che hanno determinato il nuovo imbonimento sul lungomare è stato un vero e proprio scavo.
«È stato asportato anche materiale di ridotte dimensioni e fine, provocando non solo l’intorbidamento dell’acqua che si asseriva di voler evitare ma anche una scarificazione del fondale con un notevole impatto sulla biocenosi marina – spiegano dall’associazione Legambiente – continuiamo a chiederci non solo perché, solo per realizzare pochi posti barca, si sia modificato un altro tratto del lungomare proprio mentre è in corso la concertazione con la Regione per il piano del porto di Marciana Marina, ma anche perché gli stessi enti che avrebbero dovuto far rispettare le prescrizioni ambientali hanno invece consentito un vero e proprio escavo, senza alcuna autorizzazione specifica, che ha determinato un forte impatto ambientale e paesaggistico che fa pensare alla volontà di realizzare, pezzo a pezzo ed escavo ad escavo, quell'imbonimento del lungomare che la cittadinanza marinese ha sempre respinto. Dopo l’inutile cementificazione delle seconde case, temiamo di dover assistere anche allo scempio della rada di Marciana Marina, la vera ricchezza paesaggistica del comune».
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