Il Tirreno

Morì per infezione, il sangue era a posto

Morì per infezione, il sangue era a posto

Le analisi sulla provetta di controllo della sacca hanno escluso contaminazioni a monte

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PIOMBINO. La sacca di sangue che potrebbe essere responsabile della morte di Gilberto Tongiorgi, pensionato piombinese di 70 anni, avvenuta lo scorso 30 maggio, arrivò all’ospedale Villamarina in condizioni ottimali. In sostanza, non era contaminata da alcun batterio.

Lo confermano i risultati, peraltro non ancora ufficiali, delle analisi effettuate sulla provetta di controllo della sacca stessa. Le procedure, infatti, prevedono che le sacche, prima della somministrazione a un paziente, vengano nuovamente analizzate. Viene prelevato un po’ del sangue e controllato. Dopo la tragedia quella provetta è stata analizzata di nuovo ed è giunta una nuova conferma: quel sangue, all’origine, era buono. Il batterio che ha scatenato l’infezione, invece, è stato riscontrato nel sangue rimasto nella sacca. Ma questo potrebbe esser stato causato anche da una contaminazione successiva. Adesso saranno le indagini, e i periti, a cercare di capire cosa possa essere accaduto.

In effetti - riferiscono fonti interne all’Asl - se l’infezione fosse stata scatenata dal sangue, i tempi di reazione sarebbero dovuti essere diversi, molto più rapidi. Invece il pensionato deceduto ha avuto la trasfusione intorno alle 13 e si è sentito male alle 19, mezz’ora dopo aver cenato.

La famiglia (Tongiorgi ha lasciato moglie e due figlie) il giorno successivo al decesso aveva presentato una denuncia ai carabinieri, e il pubblico ministero Gianfranco Petralia aveva aperto un fascicolo iscrivendo 19 persone nel registro degli indagati, in pratica tutti coloro che avevano avuto un contatto col pensionato nel periodo della sua degenza, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Nel mirino c'era appunto quella sacca di sangue (la terza che veniva somministrata al pensionato), i cui resti erano stati sequestrati dai carabinieri del Nas di Livorno, insieme alla documentazione sanitaria. C’era infatti il sospetto è che quel sangue - proveniente da Livorno - fosse infettato da un batterio, e che quindi Tongiorgi fosse morto per uno choc settico, una sindrome sistemica (nel senso che coinvolge l'intero organismo), legata appunto all'azione di un microrganismo. Ieri le analisi hanno escluso questa ipotesi, il sangue arrivò a Piombino non infetto. (g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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