Il Tirreno

Il Pd s’imbarca sulla rotta Giglio-Genova

di Alessandro De Gregorio
Il Pd s’imbarca sulla rotta Giglio-Genova

Un rimorchiatore effettuerà il percorso indicato da Costa per il trasferimento della Concordia. A bordo anche il sindaco

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PIOMBINO. Enrico Rossi scrive a Matteo Renzi al quale anche Luigi Merlo (presidente dell’Autorità portuale di Genova) tira la giacchetta suggerendogli maliziosamente di fare in fretta con la riforma delle Authority. Poi lo stesso Merlo sferra un durissimo attacco al presidente della Regione Toscana. Insomma, la burrasca intorno alla Concordia sta diventando una violenta tempesta. E intanto il Pd piombinese che fa? Si imbarca su un rimorchiatore e si lancia sulla rotta Giglio-Genova. Per vedere l’effetto che fa.

Ieri il segretario della federazione Valerio Fabiani e quello dell’unione comunale Ettore Rosalba hanno annunciato l’ultima iniziativa che ha preso il partito «ma che è di tutta la città, di tutto il territorio» ha specificato Fabiani. In sostanza, domenica mattina loro due, insieme al sindaco Massimo Giuliani e ad alcuni lavoratori Lucchini, si imbarcheranno su un rimorchiatore degli ormeggiatori. Salperanno in direzione dell’isola del Giglio. Da lì, seguiranno una delle rotte previste da Costa crociere per il trasferimento della Concordia a Genova.

Simuleranno cioè il viaggio che, nei desiderata dell’armatore (ma la Conferenza dei servizi deve ancora esprimersi) dovrebbe fare il relitto a cavallo di luglio e agosto per poi essere smantellato in tre tappe a Genova.

Cercando di mantenere la velocità di soli due nodi, il rimorchiatore dal Giglio si infilerà tra la Corsica e Montecristo, Pianosa, l’Elba, Capraia. Poi costeggerà la Gorgona e proseguirà in mare aperto, dove non sono previste zone di emergenza (le uniche sono a ridosso di Elba e Capraia) e dove la Concordia non dovrà assolutamente affrontare onde superiori al metro e mezzo.

A bordo del rimorchiatore, un’imbarcazione di 20-25 metri senza brande e altri comfort, la comitiva per quattro o cinque giorni documenterà tutto durante il passaggio tra le isole dell’Arcipelago e nel Santuario dei cetacei.

Perché una dimostrazione del genere? «Perché non vogliamo arrenderci - dice Fabiani - perché Piombino per un secolo si è caricata di grandi responsabilità nazionali e merita rispetto. Perché il rischio ambientale che Costa vuole prendersi andando a Genova è altissimo, portando a spasso nel Tirreno per cinque giorni un relitto del genere quando ne sarebbe bastato uno per raggiungere il porto più vicino, il nostro. Abbiamo deciso di andare a vedere con i nostri occhi questo pezzo di mare e le sue bellezze, di documentare quello che troveremo e di farlo vedere a tutti. E poi perché siamo stufi di essere presi in giro, ad esempio dal prefetto Franco Gabrielli che si permette di fare anche ironia».

Le stesse cose anche ieri le ha ripetute Rossi: «Non poniamo questioni di carattere sociale, anche Genova ha i suoi problemi e sarebbe una guerra tra poveri. La questione è ambientale: io ho fiducia in Gabrielli, ma non so spiegarmi perché non venga considerata l’opportunità di Piombino. Se il porto sarà pronto a settembre non c’è motivo di non andarci. Il naufragio al Giglio non ce lo siamo cercato noi. Costa ha lavorato per il recupero della nave, i tempi all’inizio sembravano più brevi e abbiamo pazientato con grande spirito di collaborazione. E il dibattito deve essere rispettoso dei morti che ci sono stati e degli abitanti del Giglio e della loro solidarietà. Ho scritto una lettera a Renzi mettendolo in guardia sui rischi ambientali e da una probabile guerra di carte bollate, non da parte della Toscana ma di terzi, se non si portasse la Concordia a Piombino come deciso precedentemente dal consiglio dei ministri nel marzo 2013. Non è vero che Costa, siccome paga, deve decidere. Lo Stato ha il diritto di dire la sua in materia ambientale».

Il presidente dell’Ap genovese non l’ha presa bene. Merlo accusa Rossi di «tentare di metterla in caciara», accusa la Regione Toscana di aver tenuto «una posizione che non ha precedenti in fatto di scorrettezza istituzionale all’interno di un procedimento amministrativo», di essere «in palese conflitto di interessi» e di «non valutare con obiettività l’unico progetto tecnico esistente».

In realtà di progetti ce ne sono anche made in Piombino. Stamani ad esempio alle 11, a Firenze, verrà presentato quello della cordata formata da Ecoacciai, Asiu, Ecofor service, Gruppo Forti, Despe, Remazel Engineering Spa.

Ma Merlo si spinge anche oltre, irridendo Rossi («Dice che Piombino sarà pronto a settembre, ma non in che anno!») e parlando di «imbarbarimento» dei toni e del dibattito. Infine, Merlo tesse le lodi del prefetto Gabrielli «che con professionalità, equilibrio e pazienza encomiabili ha fatto e sta facendo un lavoro straordinario».

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