Il Tirreno

«Il pronto soccorso estivo avrà l’organico adeguato»

«Il pronto soccorso estivo avrà l’organico adeguato»

Le rassicurazioni dell’azienda Usl 6 dopo le proteste del comitato Elba Salute «Lavoriamo coi medici di famiglia per ridurre in modo netto le liste d’attesa»

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PORTOFERRAIO. «La direzione è impegnata nel settore della gestione delle emergenze e del pronto soccorso per organizzare l’organico adeguato a far fronte all’incremento estivo, migliorare gli spazi, nonché sviluppare sinergie sul territorio con i medici di famiglia nell'ambito delle cure primarie, delle cure intermedie e delle cure palliative».

L’azienda Usl 6 di Livorno fa il punto sulle attività sanitarie compiute all’isola d’Elba con una nota ufficiale. E, seppur in modo indiretto, risponde al Comitato Elba Salute che, in queste ore, ha protestato per il mancato arrivo di un medico in più al pronto soccorso, come stabilito dall’accordo del 2012 tra sindaci, Regione e Asl.

«L’azienda – si legge nella nota – ha impostato un importante lavoro di sviluppo e consolidamento di una serie di percorsi che rispondono ai bisogni di salute dell'Elba, anche grazie al dialogo con i cittadini e le amministrazioni locali. Si è avviato un percorso di sviluppo della qualità delle prestazioni erogate e vi è un costante impegno a fronteggiare le criticità che nel tempo si sono presentate nel settore sanitario soprattutto per la contrazione delle risorse a livello nazionale».

Strutture. L’azienda sanitaria locale fa il punto partendo dal lavoro compiuto per far fronte valle carenze strutturali.

«È stato intrapreso – dicono – un processo di accreditamento delle proprie strutture che coinvolge anche l'Elba con un’attenzione alla sicurezza dei lavoratori e dell'utenza, con l'intento di risolvere carenze strutturali e di accessibilità sia per quanto riguarda l'ospedale che per il territorio».

Liste d’attesa. L'allungamento dei tempi d’attesa è un fenomeno che sull'isola d’Elba risulta particolarmente penalizzante.

«Per questa – scrive l’azienda – abbiamo iniziato proprio dalla zona elbana ad affrontare il problema in modo sistematico attraverso un lavoro congiunto con i medici di medicina generale per quanto riguarda l'appropriatezza delle richieste nonchè aprendo collaborazioni con strutture convenzionate incentrate su alcune prestazioni particolarmente critiche».

La convenzione. Altro problema storico per i cittadini elbani sono i sacrifici richiesti ai familiari che vogliono stare vicini ai pazienti, ricoverati in strutture del continente.

«Abbiamo avviato un confronto con le associazioni degli albergatori della provincia per stipulare convenzioni che consentano di favorire la residenzialità per scopi sanitari a prezzi contenuti per i cittadini elbani che debbano recarsi in strutture aziendali del continente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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