Sicurezza
Bocciato Quasimodo, meglio la tecnologia
Oggi la seconda prova scritta, diversa in base all’indirizzo
PIOMBINO. Quasimodo, la tecnologia, l’Europa di oggi e quella di cento anni fa. E poi ancora, le periferie e l'Italia fragile secondo Renzo Piano, il dono, le nuove responsabilità, la violenza e la non violenza nel percorso del Novecento.
Qualche sbuffo, molti sospiri, alcuni di preoccupazione, molti di sollievo. In qualunque modo sia andata, l’importante è che sia andata. La prima grande prova dell’esame di maturità. Analisi del testo, saggio breve, articolo di giornale. In una sola parola, il tema. Certo, le tracce non erano da strappare grida di entusiasmo. Specie quella di letteratura italiana, con Salvatore Quasimodo come protagonista e la sua poesia «Ride la gazza, nera sugli aranci», tratta dalla raccolta «Ed è subito sera».
Testo che difficilmente passa dalle antologie scolastiche, senza contare il fatto che lo stesso suo autore - troppo moderno - quasi mai fa in tempo a rientrare nei programmi dei docenti. Molto meglio la traccia dedicata alla «tecnologia pervasiva», titolo che rientrava sotto la categoria del saggio breve di ambito tecnico-scientifico e che il Ministero ha sviluppato sulla base di un articolo firmato dal giornalista e blogger Fabio Chiusi su «L’Espresso» lo scorso febbraio.
«È la traccia che ho scelto - racconta Caterina Colia, classe quinta Igea dell’Itc Einaudi - e così anche la maggior parte dei miei compagni di classe. Senz’altro il tema più fattibile, quello che maggiormente andava incontro alle nostre competenze, alla nostra preparazione. Sicuramente più di quello letterario, ma anche di quello storico sul confronto tra il 1914 e 2014. Per il resto la prova di per sé era abbastanza facile. Considerando anche il fatto che ci sono sei ore per svolgere il compito e molti documenti dai quali prendere spunto».
Sicuro è che quasi nessuno si sarebbe aspettato di trovarsi sotto il naso questi argomenti, tanto diverse erano state le previsioni sui vari media e sui social network nei giorni scorsi.
«Parlando con i nostri professori - spiega Giorgia Fontana, anche lei quinta Igea - avevamo ipotizzato una traccia su Facebook, vista la ricorrenza del suo primo decennale. Ma è anche vero che il tema su Facebook dalla maturità ci è già passato.
Un altro che sembrava quasi scontato era il tema su papa Francesco, e invece niente. E per quanto riguarda il tema storico, avremmo scommesso sulla prima guerra mondiale, dato il centenario. Per il tema letterario, invece, aspettavamo tutti D’Annunzio, che non esce da molti anni».
«Questi temi sono una mezza tragedia» sussurra un gruppo di ragazze davanti alla porta dell’Ipsct Ceccherelli. «L’analisi del testo di Quasimodo proprio non si poteva fare - spiega Federica Costarelli, quinta ST - Al di là del fatto che non avessimo affrontato durante l’anno questo autore: la ricorrenza delle tematiche con Pascoli e D’Annunzio ci aiutava ben poco, visto che la poesia stessa era di per sé incomprensibile. Io l’ho letta tre o quattro volte e proprio non l’ho capita».
Meglio passare, a quel punto, al tema generale, quello di attualità sulle periferie «dove però non c’era granché da dire». «Speravamo almeno in un autore di italiano durante l’anno - aggiunge Virginia Martorella, studentessa della stessa classe, anche lei alle prese con lo stesso tema - O almeno speravamo in tracce scritte in un linguaggio comprensibile. Perché queste non lo erano».
Tema sulla tecnologia pervasiva anche per Giovanni Becherini, titolare dell’Atletico Piombino freschissimo di promozione in Eccellenza, classe quinta B del liceo scientifico. «Era la traccia che ho trovato meno scontata - spiega - e che ho trovato più congeniale per me, visto che non sono bravissimo in italiano. L’argomento comunque era interessante: vantaggi e svantaggi delle nuove tecnologiche, che da un lato sono utili, dall’altro rischiano di sostituire l’uomo in molti ambiti. Un tema che è piaciuto anche a molti miei compagni che lo hanno preferito rispetto alle altre tracce. Quasimodo? No, quello proprio no, figuriamoci. Mentre alcuni hanno scelto il tema di ambito storico-politico sulla violenza-non violenza e qualcuno anche il tema generale di attualità».
La maturità di per sé una sorpresa o un’aspettativa corrisposta? «Mah - risponde Giovanni - avevamo fatto delle simulazioni in classe, quindi qualcosa di quello che poi è successo me lo aspettavo. Il problema sarà soprattutto domani, con la prova di matematica».
Stesso tema, quello di ambito tecnico-scientifico, per Riccardo Giovani, quinta A del liceo: «Mi piaceva anche la traccia sulla periferia - aggiunge - Solo che poi non sono riuscito a collegare le tante idee che avevo e dunque a elaborare il tema. Così ho svolto quello sulla tecnologia, che mi piaceva ugualmente. In generale questa prima prova è stata comunque di media difficoltà. Fortuna che la nostra professoressa, Laura Maddaluno, ci aveva fatto fare tante simulazioni che ci hanno poi preparato alla prova per come effettivamente era».
Infine, traccia di ambito socio-economico sui doveri delle nuove generazioni per Letizia Danzi, classe quinta C, sempre del liceo scientfico.
«Non credo che sia stata una traccia scelta da molti miei compagni - commenta - E quanto al tema letterario su Salvatore Quasimodo, penso che l’abbiamo fatto appena in due. Quello più quotato, sicuramente il saggio di ambito letterario sul tema del dono. Almeno per quanto riguarda la mia classe».
Gli esami di maturità riprenderanno questa mattina con la seconda prova, distinta per ogni indirizzo.
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