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Concordia: secondo Velo sulla destinazione «Nulla è ancora deciso»

di Alessandro De Gregorio
Concordia: secondo Velo sulla destinazione «Nulla è ancora deciso»

Il sottosegretario è possibilista, Fabiani (Pd) preannuncia battaglia. Il sindaco del Giglio attacca Costa: «Non è stata l’isola a picchiare sulla nave...»

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PIOMBINO. Alla fine sembra proprio che avessero ragione i “gufi”, quelli che sanno sempre tutto e sin dal primo momento hanno escluso che la Concordia potesse venire a Piombino. Del resto anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, e stavolta l’ora esatta è rappresentata da un fatto: Piombino si sta avviando a perdere la battaglia per il relitto di Costa crociere. Quella battaglia sembra averla vinta Genova, dove ha sede la compagnia di navigazione, dove c’è un porto con un potere politico-economico nettamente superiore al nostro, dove c’è un ex ministro ai Trasporti (Claudio Burlando) a guidare la Regione Liguria e dove manca un bacino di carenaggio ma chi se ne importa. Sembra tutto già scritto, insomma. Malgrado le promesse, le dichiarazioni, anche gli impegni ufficiali presi a suo tempo dal consiglio dei ministri. Del resto anche sul mantenimento in vita dell’altoforno erano stati presi impegni precisi e si è visto come è andata, con l’Afo spento da aprile.

Eppure c’è chi sulla Concordia non si arrende. A cominciare dal sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo: «Nulla è ancora deciso, lasciamo perdere i discorsi - dice l’onorevole Velo - C’è una Conferenza dei servizi aperta, istituita dal consiglio dei ministri il 16 maggio, tenuta a valutare i progetti presentati da Costa crociere. Valutare significa esaminare attentamente e, per quanto riguarda il ministero dell’Ambiente, severamente, ripeto, severamente, tutti i dettagli. La Conferenza può dare eventuali prescrizioni, ordinare correzioni, imporre limiti e infine anche dire no a un progetto. La Conferenza dei servizi il 26 giugno deciderà sul progetto presentato da Costa e dovrà riferirne al consiglio dei ministri. Nel frattempo stiamo già chiedendo integrazioni e predisponendo prescrizioni. Di più non posso dire ma lo ribadisco: non c’è alcun nullaosta già pronto».

Anche secondo Valerio Fabiani, segretario della federazione Pd, «la battaglia non è affatto conclusa. Aspettiamo la decisione della Conferenza dei servizi, dove c’è anche la Regione Toscana che non ha un ruolo marginale. Certo, è discutibile la decisione del Governo di delegare la responsabilità della scelta del porto di destinazione a chi ha già la responsabilità di questa tragedia. La cura dell’interesse generale è compito dello Stato e di tutte le sue articolazioni e in questo caso l’interesse generale è rappresentato dalla tutela dell’ambiente, dalla riduzione al minimo dei rischi che comporta traghettare un relitto del genere in mezzo a un arcipelago. Anche un bambino lo capisce che Piombino è il porto più vicino e quindi la soluzione che riduce al minimo quei rischi. Noi non ne facciamo una questione localistica e per questo insistiamo sull’aspetto ambientale. E continueremo la nostra battaglia insieme al presidente della Regione Toscana. Il Governo non può sottrarsi alle proprie responsabilità».

Chi continua a battersi dal primo giorno è il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli. Lo aveva sempre detto: non muovetemi quella bomba ecologica in mezzo alla stagione turistica. Lo hanno ascoltato? Macché. Costa spinge per trasferire la nave tra la fine di luglio e i primi di agosto. Perché questa fretta? Per giocare d’anticipo rispetto alla fine dei lavori al porto di Piombino, prevista per fine settembre?

«Qui si continuano a penalizzare i gigliesi - dice Ortelli - alla fine sembra che la colpa di tutto questo sia nostra. Io non so più come ripeterlo. La nave va portata via di qui prima possibile, su questo sono d’accordo. Ma potevano farlo prima oppure aspettare un mese o due. Non dovevano arrivare a questo punto, non dovevano fare le corse in piena stagione. Ancora nessuno mi ha spiegato come intendono operare, quali interferenze ci saranno, quanto sarà ampia l’area interdetta, quali rischi correranno le nostre spiagge, che problemi ci saranno per i traghetti, chi pagherà i disagi di turisti e gigliesi. È una brutta vicenda in cui ha pagato e sta pagando soltanto il Giglio, anziché Costa crociere. Franco Gabrielli (il capo della Protezione civile, ndr) non vuole sentirselo dire e continua a ripetere che Costa collabora. Vorrei anche vedere! Mica è stato il Giglio a picchiare contro quella nave. Io non tifo per Piombino, non tifo per nessuno, ma ricordo una delibera del consiglio dei ministri dell’11 marzo 2013 in cui si diceva che il relitto doveva essere portato a Piombino per la demolizione. Invece la portano a Genova. In piena stagione. Di corsa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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