Sicurezza
«Siamo pronti e neppure ci sentono»
Concordia verso Genova, la rabbia di Guerrieri (Authority): «Scorretto non invitarci. Un errore il passaggio di competenze»
PIOMBINO. La decisione, in un certo senso, pare ormai presa. Il Governo, togliendo l’ultima parola alla Provincia di Grosseto (che non avrebbe mai firmato per un porto diverso da Piombino) e mettendola nelle mani della Capitaneria di Livorno, di fatto, accetta che il relitto della Concordia possa essere trasportato fino a Genova, trainato per 5-6 giorni in mezzo all’arcipelago più bello del mondo e poi smantellato in almeno tre location diverse, visto che solo Piombino, sia pur a settembre, avrebbe garantito tutti i lavori in una sede unica.
E il commissario dell'Authority portuale piombinese Luciano Guerrieri non ci sta. Non ci sta perché i lavori alle banchine stanno andando spediti e a settembre c’è ormai la certezza che siano finiti. E non ci sta perché alla conferenza dei servizi di ieri l’Authority non è stata neppure invitata. Insomma a Roma si parlava di Piombino e Piombino non c’era. Si disegnavano possibili scenari e quello, meno rischioso per l’ambiente, dello smantellamento a Piombino non è stato ascoltato dalle persone che lo conoscono di prima mano.
«Dispiace che non ci abbiano invitato - dice Guerrieri –. È stata una vera e propria scorrettezza nei nostri confronti, un atteggiamento incomprensibile. Insomma, prima di prendere una decisione che ci riguarda, potevano almeno sentirci. Avremmo potuto disegnare loro un quadro esatto della situazione».
Perché i lavori al porto sono quasi finiti.
«Lo diciamo da tempo, ora ne abbiamo la certezza. Entro settembre saremo pronti. E potremo ospitare la Concordia senza la necessità di altri spostamenti per tutta la durata del lavoro di smantellamento. Questo è un punto a nostro favore che avremmo voluto spiegare bene al ministero, ma non ce n’è stata data la possibilità. A Genova la nave verrà portata in una prima location, poi in una seconda, poi, tagliandola perché è troppo lunga, nella terza e definitiva. E poi questo passaggio di competenze alla Capitaneria non mi convince per niente»
La Provincia di Grosseto è rimasta... senza armi.
«A mio avviso un approfondimento giuridico su questa decisione andrebbe fatto. Perché la Concordia è un rifiuto come nave. E all’interno della Concordia ci sono tonnellate di altri rifiuti. E la legge parla chiaro: i rifiuti sono competenza della Provincia sul territorio della quale si trovano. Questo passaggio di competenze sa tanto di forzatura della situazione. Proprio non mi spiego perché non si accetti di fare un’analisi davvero completa delle possibilità. Sentendo anche noi e quello che abbiamo da offrire che, fra l’altro, dà garanzie assai superiori sul piano ambientale. Cinque-sei giorni di trasporto sono davvero tanti. Un bel rischio si stanno prendendo».
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