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Pochi pazienti nel centro che cura i coma vegetativi

Pochi pazienti nel centro che cura i coma vegetativi

CECINA. Ormai aperto da quasi un anno il modulo per i pazienti in stato di coma vegetativo stenta a decollare. O perlomeno, il numero dei posti letto occupati (dieci letti in tutto, più della metà...

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CECINA. Ormai aperto da quasi un anno il modulo per i pazienti in stato di coma vegetativo stenta a decollare. O perlomeno, il numero dei posti letto occupati (dieci letti in tutto, più della metà vuoti) farebbe pensare ad un mancato allineamento con quelle che erano le aspettative di alcuni anni fa, quando il centro ricevette la “benedizione” della Regione Toscana perché avrebbe dovuto diventare un punto di riferimento toscano per il trattamento di questi pazienti. La giunta regionale con delibera n. 464 del28 maggio 2012 avevaA approvato il Progetto “Aurora” presentato dalla Fondazione in accordo con l’Azienda Usl 6 di Livorno, con il comune di Cecina e con il Comune di Rosignano Marittimo. Poi l’intesa economica: un milione di euro per la sperimentazione triennale del progetto Aurora. Il documento Asl-Maffi prevede l'avvio della convenzione che ha portato la struttura di San Pietro in Palazzi a sperimentare attività di assistenza sanitaria residenziale e ad ospitare dieci persone in stato vegetativo o di minima coscienza.

I dieci posti letto della struttura sono così ripartiti: 4 riservati in via prioritaria ai pazienti residenti nell’Asl di Livorno e 6 ai pazienti delle altre Asl. Veniamo ai costi: la retta base è di 237 euro al giorno e può salire a 247 o 256 per i pazienti con problemi più gravi. Asl pertanto sta impegnando un tetto di 360mila euro, per ciascuno dei tre anni della sperimentazione. Si tratta di 360mila euro annui (tetto massimo) dei quali 321mila per la copertura della retta base dei 4 posti letto convenzionati e 38mila euro per la copertura dei maggiori oneri di trattamento.

Ma allora perché sono occupati solo 4 letti su 10. Il direttore sanitario dell’Asl 6 Giustarini afferma: «Noi rispettiamo a pieno i tetti». Semmai i pazienti non arrivano dalle altre Asl che evidentemente stanno facendo altre scelte.

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