Finanza
Riaprono i giardini, ma nulla è cambiato
In dieci giorni il Comune doveva provvedere, invece è passato un mese e tutto è rimasto uguale: sporco, pericoli, degrado
di Francesca Lenzi
PIOMBINO
Dovevano restare chiusi dieci giorni per essere rimessi a posto, invece riaprono dopo un mese e la differenza quasi non si nota. Stiamo parlando dei giardini di piazza Ozanam, di fianco a via dell’Arsenale, di fronte ai bagni pubblici, gestiti dalle due dipendenti della Cooperativa sociale giovanile del lavoro, responsabili anche dell’apertura e chiusura dei giardini. A loro è stato detto venerdì mattina di riaprire l’area verde dopo quasi un mese. Il lucchetto al cancello e il cartello di avviso erano stati messi infatti il 15 maggio, decisione presa sulla base degli atti vandalici commessi da alcuni frequentatori dei giardini. Sporco e danneggiamenti vari, con bottiglie rotte e sparse su tutta l’area, giochi per bambini rotti, panchine di cemento parzialmente divelte, fontanella spaccata, montascale per disabili manomesso e vani contatori aperti con tanto di fili scoperti in mostra. Il tutto risultato del comportamento incivile, pare, di un gruppo di adolescenti che durante il pomeriggio non trovavano di meglio da fare che rovinare i beni comuni. Come dicevamo, la chiusura temporanea doveva essere di circa 10 giorni, «il tempo di intervenire per tagliare l’erba, rimuovere la molla di un gioco rotto, riparare il servoscala e ripristinare sedute, contatori e rubinetto della fontanella», spiegava a metà maggio al Tirreno Silvia Tempestini dell’ufficio lavori pubblici del Comune. I dieci giorni alla fine sono diventati quasi trenta e non tutto è stato risolto. L’erba è stata sì tagliata, ma solo nei primi giorni della chiusura, ed è ormai ricresciuta creando qua e là ciuffi incolti o veri e propri cespugli. La molla del gioco spaccato, una colorata chiocciola che ha visto tempi migliori, continua a rappresentare un serio pericolo per gli ignari bambini che provano a salirci sopra; la spirale infatti insiste a essere malferma. La seduta di cemento parzialmente sradicata è come prima, mentre il vano contatore con i fili scoperti è stato effettivamente chiuso con tanto di lucchetto. La fontanella invece continua a non funzionare, ancora bloccata da un tappo. Inoltre sull’area, almeno fino a poche ore dopo la riapertura abbastanza pulita, nonostante foglie secche e alcuni ciottoli, sono presenti blocchi di cemento e mattoni potenzialmente pericolosi per i frequentatori più piccoli. Uno degli oggetti è addirittura scheggiato e quindi ancora più pericoloso a causa pure di una buca a lato profonda alcuni centimetri. Per finire il montascale. Il mezzo utile ai disabili ha rappresentato finora soprattutto una fonte di svago incivile per coloro che si divertivano a usarlo in modo improprio. I comandi sono infatti “scoperti”, utilizzabili da tutti, e già ieri mattina due ragazzini, pur ripresi da una delle due dipendenti della cooperativa, hanno provocato il blocco – con tanto di allarme – del servoscala, fatto scendere e salire come fosse un giocattolo da poco.
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