Attenzione
La scomparsa di Roberto Innocenti
Portiere in B col Catanzaro, aveva giocato a Piombino e Grosseto
PIOMBINO. Cordoglio per la morte di Roberto Innocenti. Di un personaggio noto nel mondo calcistico e venatorio. Di una persona stimata.
Innocenti aveva 76 anni. Si è spento ieri mattina a Villamarina, dopo un anno dalla diagnosi di mesotelioma pleurico. Il tumore silenzioso provocato dalle fibre d’amianto.
Oggi la salma resterà esposta nelle stanze mortuarie dell’ospedale.
Già da ieri, in tanti hanno voluto portargli un ultimo saluto ed esprimere vicinanza al figlio Luciano, commerciante ambulante nel settore dell’abbigliamento, e alla moglie, Giuliana Gherardini.
A giorni, Giuliana e Roberto avrebbero tagliato il traguardo dei 50 anni di nozze. Una coppia dai modi gentili, che non era difficile incontrare a passeggio in centro. Sempre a braccetto e col sorriso pronto. A volte, insieme all’amatissimo Jerry, lo spring spaniel compagno di caccia. Uno di famiglia.
La caccia, come il calcio, era una grande passione di Innocenti.
Aveva iniziato la sua attività di portiere a Piombino, poi, la trasferta a Castagneto e la militanza nel Grosseto.
Quindi, l’esperienza in quarta categoria in Sardegna, nel Calangianus. Nel suo curriculum, un contratto sfumato per un soffio con la Sampdoria in serie A e, nei primi anni Sessanta, l’approdo in serie B col Catanzaro. In Calabria rimase per un paio di stagioni.
Infine, il rientro nelle file del Piombino,dove era nato nel 1938. E, in chiusura di carriera, l’incarico di allenatore dei portieri nerazzurri.
Per Roberto Innocenti, il ritorno coincise con l’ingresso in fabbrica, alle Acciaierie. Come operaio saldatore, lavorò in reparti diversi dello stabilimento. Per molti anni fu in forza al Cma, il centro operativo delle manutenzioni.
Domattina alle 8, la salma verrà trasferita a Livorno per la cremazione. (v.p.)
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