Il Tirreno

I genitori litigano e i bimbi si picchiano

I genitori litigano e i bimbi si picchiano

Brutto episodio durante una partita del Trofeo Baldi tra le squadre Esordienti del Progetto Giovani e della Campese

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PORTOFERRAIO. I grandi litigano dagli spalti e rendono l’atmosfera incandescente. Il risultato? I baby calciatori, undici anni appena, si scaldano e una partita di calcio tra bambini finisce a pugni, per lo sbigottimento delle tante persone che sono andate allo stadio. L’episodio è accaduto ieri al campo sportivo di Portoferraio. Al Carburo si gioca una delle tante partite del Trofeo Baldi, torneo della categoria Esordienti a cui partecipano diverse squadre locali oltre che squadre giovanili di blasone come la Fiorentina e la Juventus. Eppure la bella giornata di sport non ci mette molto a trasformarsi in qualcosa di diverso. In campo va in scena il derby elbano tra i ragazzini del Progetto Giovani Isola d’Elba e la Campese. Una partita sentita, forse più dai genitori che dai bambini, per ragioni di campanilismo. Il nervosismo, che non ci si dovrebbe aspettare in una partita tra ragazzini, emerge soprattutto sugli spalti ed è legato, secondo quanto riportato da alcune persone presenti, all’arbitraggio, affidato a un accompagnatore della Campese. I mugugni per una direzione di gara reputata di parte dai genitori della squadra avversaria lasciano spazio alle urla, tanto che lo stesso accompagnatore arbitro e i genitori seduti sugli spalti si mettono a litigare. Alcuni di loro si alzeranno per andare a protestare appena dietro la rete di recinzione.

I bambini, intanto giocano ed, evidentemente, risentono dell’atmosfera poco distesa che li circonda. Fatto sta che, una decina di minuti dopo, praticamente dentro una delle sue porte, due bambini vengono alle mani. E un baby calciatore del Progetto Giovani Isola d’Elba scaglia due pugni sul volto di un avversario che scoppia a piangere. Seguono attimi convulsi in campo, i mebri dei due staff tecnici non se le mandano a dire, entrano in campo anche alcuni genitori. Il tutto mentre gli altri spettatori sugli spalti, indignati, non esitano a fischiare e a urlare “vergogna” ai grandi per il pessimo esempio che hanno dato dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

Per fortuna, nel giro di pochi minuti, la situazione si ricompone. E l’agitazione lascia spazio all’amaro in bocca per quanto accaduto. «In campo dovrebbero intervenire solo i responsabili delle società – racconta l’allenatore del Progetto Giovani Isola d’Elba, Giuseppe Pilleri – che, proprio in quanto responsabili, dovrebbero comportarsi in modo adeguato e mantenere la calma, di fronte ai bambini».

E invece è stato proprio il mix tra i comportamenti dei grandi fuori dal campo, ben più esagitati dei baby calciatori, e degli accompagnatori nel rettangolo di gioco (il nervosismo si è acceso soprattutto nei confronti dell’arbitro tutor che poi si è litigato col pubblico e per l’intervento ritenuto troppo “energico” di un accompagnatore dopo lo scontro tra ragazzini) ad aver trasformato una partita tra bimbi in qualcosa di diverso. «Il rammarico c’è – commenta mister Pilleri – abbiamo sospeso per il resto delle partite il nostro giocatore. Ma siamo noi adulti che dobbiamo cambiare atteggiamento, in particolare chi accompagna in campo i bambini e i genitori che stanno fuori a guardare. Capisco il campanilismo tra due squadre elbane, ma il clima era esagerato per una partita tra bambini». (lu.ce.)

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