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Capoliveri dà l’ok alle reti, guerra contro le meduse

Capoliveri dà l’ok alle reti, guerra contro le meduse

Tutte le spiagge sul territorio comunale potranno dotarsi delle barriere Sono già diciannove le richieste degli operatori privati in otto arenili

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CAPOLIVERI. Guerra aperta alle meduse. A fare sul serio, con il via libera alle barriere sperimentate lo scorso anno nelle coste della Sicilia, è il Comune di Capoliveri anche se, a onor del vero, è stato il Comune di Porto Azzurro a concedere la prima concessione all’azienda Ghiso Sport, sulla spiaggia di Barbarossa. La decisione di Capoliveri, tuttavia, non può passare inosservata, dal momento che il comune ex minerario è quello che vanta il numero maggiore di spiagge.

Nella conferenza dei servizi che si è tenuta venerdì il Comune di Capoliveri ha accolto le 19 richieste già pervenute per l’installazione delle barriere su un totale - per il momento - di otto spiagge (da Straccoligno, Innamorata, Naregno, Pareti, Lido e Calanova), a cui si sono aggiunte anche Barabarca e Zuccale. A fare richiesta sono i concessionari privati di punti blu e stabilimenti balneari, convinti in seguito alle tante lamentele arrivate in questi anni da turisti e residenti, infastiditi dalla presenza delle meduse che in certi periodi dell’estate e con determinate correnti invadono gli specchi acquei a pochi passi dalle spiagge. Ma con la conferenza dei servizi il Comune non si è limitato a questo, bensì ha dato il via libera all’installazione, ove sia richiesta, in tutte le spiagge, sia private che libere, nel territorio comunale.

«Siamo venuti incontro a quanto ci è stato chiesto dai privati – racconta il sindaco Barbetti – il problema delle meduse è particolarmente sentito. Siamo convinti che, disponendo le reti nelle aree balneabili, entro 200 metri dalla spiaggia, il problema sarà risolto. Le barriere dovranno essere segnalate con delle bandierine che le rendano visibili e, di notte, con dei segnalatori luminosi. Le barriere potranno essere estese anche nei tratti di spiaggia libera, a patto che i privati si rendano disponibili, tramite il bagnino, per controllare e informare i bagnanti della presenza della rete».

Come funziona. La prima barriere anti medusa è già stata montata a Porto Azzurro, nello specchio acqueo di fronte alla spiaggia di Barbarossa. Delimita un’ampia area di sicurezza, protetta lungo tutti i suoi lati da una rete.

In generale il modulo standard, sperimentato in questi mesi, prevede una rete lunga 25 metri per 30. La parte emersa è costituita da una rete molto stretta che si tiene a dei galleggianti cilindrici di 20 centimetri di diametro: anche in caso di onde o vento, in questo modo, le meduse non possono scavalcare la barriera che, oltre a proteggere i bagnanti dalle meduse, servirà anche per tenere alla larga i rifiuti galleggianti dalle spiagge. In Sicilia, la prima isola ad aver sperimentato il metodo, le barriere non hanno procurato alcun impatto ambientale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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