Il Tirreno

Socialisti fuori dalla giunta A Benedettini non va giù

di Francesco Rossi
Socialisti fuori dalla giunta A Benedettini non va giù

Amareggiato l’ex assessore, uno dei più accaniti sostenitori di Soffritti «Una cosa grave, è stato violato un patto. Non credevo si arrivasse a tanto»

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CAMPIGLIA. Il colpo dell’esclusione del Partito socialista dalla giunta non si è ancora attutito. L’ex assessore socialista all’urbanistica Gianfranco Benedettini era stato uno dei più convinti sostenitori della ricandidatura di Rossana Soffritti. Nel corso della conferenza stampa in cui il sindaco si ripresentava per un secondo mandato, aveva usato termini così lusinghieri da risultare quasi imbarazzanti.

Ora quell’imbarazzo gli torna indietro più pesante, perché misto a disappunto. «Si è trattato di una cosa grave – dichiara Benedettini – perché è stato violato il patto secolare non scritto in base al quale se c’è nella maggioranza consiliare un esponente di un partito (e nel caso del Psi si tratta di David Gori), quello stesso partito deve anche esprimere un assessore. L’altro fatto che mi lascia attonito – prosegue Benedettini – è che nessuno dopo ha pensato di spiegarmi come sono andati i fatti. Bastava che il sindaco – che mi ha voluto assessore nel settembre del 2011 in base alla fiducia nei miei confronti – si prendesse il tempo di darmi una spiegazione». Possibile che Benedettini abbia saputo dell’esclusione del suo partito dal governo locale solo durante il consiglio del 10 di giugno? «È la verità – afferma l’ex assessore – tanto che sono andato al consiglio credendo di vedere il nostro Gianpaolo Barabaschi (il consigliere più votato alle elezioni del 2009) nominato assessore. Noi avevamo proposto una rosa di tre candidati. Oltre Barabaschi, posso dire che un altro ero io, mentre non voglio dire il terzo, anche perché ormai non ha più importanza». Il sindaco Rossana Soffritti ha dichiarato di aver ricevuto le proposte degli altri partiti della coalizione Campiglia Democratica, ma di aver preferito le persone da lei scelte «perché “più confacenti” al progetto di governo che ho in mente». Solo il tempo, secondo Benedettini, «potrà confermare se le persone scelte dal sindaco sono effettivamente le migliori». Ma è stata una sorpresa questa esclusione? «A dire il vero – continua Benedettini – a partire dal 10 di maggio c’era qualcosa nell’aria di poco chiaro, ma non credevo che si sarebbe arrivati a tanto. A mio modo di vedere, è stata forte al riguardo la pressione del Partito democratico e il sindaco, pur libero, ha ritenuto di recepire certe direttive». Sulla tenuta della coalizione, Benedettini cerca di essere rassicurante, ma finisce per non esserlo.

«Non dovrebbero esserci ripercussioni – dichiara – ma comunque non so perché il partito non si è ancora riunito. Io comunque non vi prenderò parte, perché con quello che è successo, non ho bisogno di altro per capire che musica si suoni. Riprenderò a fare quello che ho fatto a partire dal 1999, osservare la politica locale e dire la mia». La sua mente comunque torna a quella fatidica prima seduta del nuovo consiglio comunale, che lo porta addirittura a rivelare un’improbabile (per lui) convergenza con la lista civica. «Il sindaco ha presentato la giunta, ma nonostante i tentativi di Comune dei Cittadini di aprire in proposito un dibattito, le porte di una discussione sono state tenute rigorosamente sigillate. Tutto davvero strano e - conclude Benedettini – anche misterioso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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