Il Tirreno

Scontro sulla presidenza del consiglio

di Cristiano Lozito
Scontro sulla presidenza del consiglio

Il gruppo dirigente del Pd, dopo aver dovuto cedere sulla giunta, vorrebbe Braschi o Camberini al posto di Trotta

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PIOMBINO. Il primo consiglio comunale, lunedì mattina, si preannuncia subito caldo, con la nomina del presidente che rischia di tramutarsi in un nuovo braccio di ferro tra il Pd e il sindaco Massimo Giuliani.

La nomina di Angelo Trotta, che con 388 preferenze è stato il più votato in assoluto alle amministrative, fino a un paio di giorni fa è stata una certezza un po’ per tutti. Un riconoscimento che sembrava pacifico per un candidato che, dopo aver lasciato Sel nella scorsa legislatura, è approdato al Pd portando ai democratici un numero di voti forse inatteso, e addirittura superiore al record dello stesso Giuliani di cinque anni prima.

Nel gruppo dirigente del Pd invece pare che le idee siano un po’ diverse. Non tanto sul giudizio nei confronti di Trotta, ma piuttosto sul significato politico da attribuire a questa nomina: in soldoni dopo che Giuliani ha tenuto duro sulla giunta (o meglio sulla nomina di Marco Chiarei e Lido Francini), ci sarebbe la tentazione dare un segnale di forza da parte del partito, imponendosi sul nome del presidente del consiglio.

Circolano anche i nomi alternativi a quello di Trotta, e cioè Maria Grazia Braschi e Ilvio Camberini, entrato in consiglio come primo dei non eletti per la nomina in giunta di Margherita Di Giorgi, e da molti considerato come il probabile capogruppo dei democratici.

Se dunque la figura del presidente del consiglio è prestigiosa ma connotata principalmente da funzioni organizzative e di rappresentanza, è possibile che comunque su di essa lunedì si assista a una nuova contrapposizione.

Sempre che fra oggi e domani non si trovi un accordo in grado di evitare una spaccatura in aula, proprio all’avvio della consigliatura. Proprio quello che a parole tutti vorrebbero evitare, considerando gli impegni che attendono la giunta di fronte alla crisi della città e ai tanti problemi che affliggono i piombinesi.

Il consiglio è convocato per lunedì alle 8,30: dopo la convalida degli eletti, si passerà all’elezione del presidente del consiglio comunale, che nelle prime due votazioni richiede il voto di due terzi dei componenti l’assemblea. Poi, sempre che si riesca a eleggere il presidente, si passerà al voto del vicepresidente, che per prassi viene assegnato alle minoranze. Nella scorsa consigliatura l’incarico era stato assegnato a Giovanni Sironi, dell’allora Pdl, stavolta potrebbe toccare a un consigliere del movimento Cinque Stelle, che ha quattro rappresentanti nell’assemblea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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