Sicurezza
È in corso lo spostamento della posidonia dal porto
PIOMBINO. Un pontone al largo della Costa est che da giorni, con una gru, deposita qualcosa in mare. È questa la segnalazione che i bagnanti hanno fatto a polizia, capitaneria di porto e anche alla...
PIOMBINO. Un pontone al largo della Costa est che da giorni, con una gru, deposita qualcosa in mare. È questa la segnalazione che i bagnanti hanno fatto a polizia, capitaneria di porto e anche alla nostra redazione. Ma non è niente di preoccupante né di nocivo per l'ambiente e il nostro mare. A rassicurare è il professore Roberto Bedini dell'istituto di biologia marina di Piombino. «Il pontone sta lavorando a una distanza di oltre seicento metri dalla costa – spiega Bedini – Il suo compito è traferire piante di posidonia dall'area portuale di Piombino alla Costa est, all'altezza della centrale dell'Enel e davanti a Perelli». Un progetto sperimentale che coinvolge la Port Authority, la Sales, l'istituto di biologia marina e gli operatori tecnico subaquei della Sea soul. «Per i lavori di adeguamento dell'area portuale – continua Bedini – si sono resi necessari degli scavi sui fondali. Scavi che, come dimostrato da studi condotti sul luogo, avrebbero distrutto una grossa quantità di prateria marina abitata da una miriade di piccolissimi organismi animali. Per mitigare il danno, dopo una serie di prelievi e campionamenti eseguiti dai nostri biologi, è stato deciso di spostare parte della prateria a largo della Costa est dove è già presente un'altra prateria protetta, ma con alcune grosse buche». Ecco allora il motivo del pontone davanti alla spiaggia di Perelli. Qui la benna della gru deposita le 350 zolle di prateria precedentemente staccate dal fondale adiacente all'area portuale e portate a bordo del pontone della Sales. La posidonia viene trasferita mantenendola sempre immersa nell'acqua in modo da garantire la vita dei piccoli organismi animali che la popolano. «Si tratta di una procedura innovativa e sperimentale – spiega il professor Bedini – Di solito le piante di posidonia vengono trasferite una ad una. Ma il risultato non è sempre quello auspicato, perché spesso muoiono. Invece asportando zolle intere è molto più alta la probabilità di vita della posidonia». «Inoltre nelle cinque stazioni scelte per il trasferimento, tre all'altezza della centrale Enel e due davanti a Perelli, esiste già una prateria di posidonia che dà protezione alle nuove piante». Una volta calate in mare, le zolle, ognuna di circa 4 metri quadrati, grazie all'intervento dei sub, vengono fissate sul fondale con 4 picchetti di un metro e mezzo e l'uno. I lavori finiranno all'inizio della prossima settimana. (f.b.)
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