Punti Coop e isole ecologiche, indagati otto operai Asiu
L’accusa è di truffa per aver caricato le proprie tessere con il valore del materiale conferito da ignari cittadini
PIOMBINO. Il pm Daniele Rosa ha concluso le indagini sui dipendenti Asiu accusati di essersi appropriati dei punti Coop vincolati alla consegna dei materiali nelle isole ecologiche.
I soggetti indagati sono otto. Avranno venti giorni di tempo per produrre memorie e documentazioni. E per individuare un proprio legale in alternativa all’avvocato assegnato d’ufficio, il cecinese Federico Battazzoli.
Nel frattempo, due di loro sono stati licenziati, altri sono stati sospesi dal lavoro per brevi periodi.
Per tutti, l’accusa è di truffa in concorso perchè avrebbero approfittato della loro posizione di dipendenti Asiu e ripetutamente, «con artifizi e raggiri» avrebbero accumulato punti-spesa di altri sulle proprie schede Coop. L’importo complessivo è stimato in 4.400 euro.
La vicenda si sarebbe svolta tra il 6 aprile del 2010 e il 6 maggio 2013 ed è aggravata dal fatto che si è in presenza di un servizio pubblico.
Due le modalità individuate dal pm. Al momento del conferimento, alcuni lavoratori si sarebbero appropriati dei punti di utenti ignari della convenzione tra Unicoop e Asiu. In altri casi, avrebbero portato alle isole ecologiche il materiale raccolto da privati durante l’orario di servizio. Caricando,poi, le proprie tessere.
In ogni caso, si sarebbero prodotti «ingiusto profitto per i beni acquistati con i punti» e «ingiusto danno all’Asiu chiamata a risarcire la Coop».
Nell’eventualità di un processo, Unicoop non intende costituirsi parte civile «in quanto - spiega Paolo Bertini , responsabile delle relazioni esterne - la convenzione con Asiu ci tutela dal danno economico. I nostri uffici si sono limitati a consegnare la documentazione che ci è stata richiesta per lo svolgimento delle indagini».
Asiu, con l’amministratore unico, Fulvio Murzi, sottolinea la correttezza dell’operato aziendale. «Internamente, abbiamo distinto diverse entità delle sanzioni, in base a diversi livelli di responsabilità che avevamo individuato. I comportamenti scorretti devono essere stigmatizzati», commenta Murzi. Che, contemporaneamente, si dice dispiaciuto della piega penale della vicenda. «Non era questa la nostra intenzione. Su consiglio dei nostri avvocati, abbiamo presentato la denuncia per cautelarci da eventuali accuse di comportamento omissivo».
Giancarlo Chiarei, referente Slai Cobas, parla di pesi e misure diverse adottati da Asiu nei confronti dei lavoratori coinvolti. Dice che inizialmente erano un numero superiore e si domanda perchè «in un’azienda in cui di quadri e dirigenti ce ne sono a iosa, nessuno abbia controllato».(v.p.)
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