Sicurezza
Capoliveri, il paese che non volle piegarsi all’Imperatore còrso
Grande successo di pubblico per la rievocazione storica In strada dame, cavalieri, contadine e truppe napoleoniche
CAPOLIVERI. È stato accolto con successo di pubblico l’ “Omaggio non riverente all’imperatore” rappresentato domenica scorsa con la rievocazione del consiglio dei maggiorenti del borgo minerario e la Dogana Napoleonica. La prima rivisitazione della storia del paese durante il periodo napoleonico. Come si legge sui libri di scuola Capoliveri fu l’unico paese isolano che decise di non pagare le tasse previste dall’Imperatore.
Napoleone reagì il 16 novembre 1814 imponendo la “repressione della rivolta di Capoliveri” anche con l’impiego della forza. Tutto questo per “riportare i Capoliveresi alla ragione”. Il consiglio dei Maggiorenti si riunì, come è successo domenica scorsa davanti alla chiesa di San Gaetano, facendo partecipare anche il popolo medesimo. Erano in maggioranza contadini-minatori, i quali faticavano nelle cave dove estraevano il minerale fino a mezzogiorno e poi, considerato che le paghe erano misere in quel tempo, coltivavano il pezzo di terra di loro proprietà per arrotondare la paghe, e allevare animali domestici. Il nuovo sovrano invece pretendeva di utilizzare i minatori a lavoro finito nelle cave e impiegarli sulle strade senza pagarli. Anzi pretendeva da loro assurdi balzelli.
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