Sicurezza
«Il piano delle cave è inutile e dannoso»
Il Comitato per Campiglia: la Provincia lo approva ed è già vecchio, così si distrugge il territorio
CAMPIGLIA. Il Comitato per Campiglia, con l’architetto Alberto Primi, torna a contestare il piano delle attività estrattive della Provincia, previsto in approvazione nei prossimi giorni. Un piano penalizzante per tutto il campigliese.
«Un piano che - scrive –, salvo qualche aggiustamento nel 2010, attua con sei anni di ritardo il piano regionale del 2007 redatto su dati ormai vecchi di 12-14 anni. Un piano inutile perché appunto basato su dati vecchi, su previsioni infondate che non tengono conto delle normative europee in materia di uso di materiali riciclati che dovrebbero raggiungere nel 2020 il 70% dei materiali impiegati contro l'attuale 14% della Toscana. Un piano pericoloso perché attua un piano regionale la cui validità è scaduta nel 2012, confermando previsioni di scavo sovradimensionate in un periodo di crisi strutturale come l'attuale, in particolare per quanto riguarda gli inerti per i quali si ammette di estrarre nei prossimi otto anni dodici milioni di metri cubi. Pericoloso perché propone di trasformare il campigliese in un “distretto degli inerti” e auspica la realizzazioni delle “grandi opere” per usare tutto il materiale possibile immaginabile che ormai, nel ciclo produttivo industriale articolato, serve solo alla Solvay, visto che le acciaierie di Piombino si sono fermate e l'edilizia è allo stremo. Tutte le criticità del piano sono state denunciate dal Comitato il 2 dicembre 2013 alla commissione ambiente della Provincia e poi raccolte in un documento del 28 febbraio 2014. In quell'occasione la Provincia aveva promesso un incontro pubblico con i cittadini e amministratori dell'area della Val di Cornia per discutere i dati e le scelte del piano provinciale. Promessa non mantenuta e il Comitato non ha volutamente presentato alcuna osservazione per protestare contro un comportamento così irrispettoso. Del resto nessuna osservazione che mettesse in discussione il piano è stata accolta e in particolare quelle del Gruppo di intervento giuridico, del Comune di Campiglia, della Parchi Val di Cornia, della Regione e di un consigliere provinciale. Nella sostanza tutto il piano è servito ad ammettere l'apertura di una nuova cava di argille in località Gozzone a Rosignano. La Provincia ha quindi respinto tutte le osservazioni senza motivazioni. Amministratori e i sindacati non sono in grado di dare alcuna risposta di fronte ai ricatti occupazionali e preferiscono mandare avanti un processo di distruzione del territorio che impedisce un suo diverso sviluppo economico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
