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Concordia, slitta al 25 giugno la decisione sul porto

Ilaria Bonuccelli
Concordia, slitta al 25 giugno la decisione sul porto

Terminata a Roma la conferenza dei servizi: quasi scontato il trasferimento a Genova. Il relitto dovrebbe lasciare il Giglio il 20 luglio. Rossi: "Il progetto Costa è irricevibile, ignora il principio di precauzione"

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PIOMBINO. Terminata dopo sei ore e mezzo la conferenza dei servizi che deve decidere la destinazione finale della Concordia. La decisione finale slitterà al 25 giugno se il consiglio dei Ministri autorizzerà la deroga di una decina di giorni che il commissario della Concordia, il prefetto Franco Gabrielli, ha richiesto al termine della riunione. Il 16 è comunque previsto un nuovo incontro per proseguire l'esame del progetto. Appare scontata la decisione di mandare il relitto a Genova. Se Piombino vuole rientrare in gioco la Regione Toscana dovrà rivolgersi direttamente al governo. Per quanto riguarda il trasferimento del relitto dal Giglio sembra confermata la data del 20 luglio.

Il progetto selezionato per il trasferimento e lo smaltimento del relitto selezionato da Costa Crociere è stato presentato da una cordata di cui fanno parte i cantieri San Giorgio al porto, Mariotti e la società Saipem Eni che vogliono demolire la Concordia nel porto di Genova. La conferenza dei servizi era iniziata con un chiarimento vivace tra il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e il commissario della Concordia Gabrielli sul ruolo dell’Osservatorio toscano e sulla necessità di valutare tutti i porti per lo smaltimento del relitto senza escludere a priori quello di Piombino. Dopo il chiarimento la riunione è proseguita in un clima tranquillo.

ENRICO ROSSI: "IL PROGETTO DI COSTA È IRRICEVIBILE"
"Se un soggetto privato avesse presentato lo stesso progetto ai tecnici del nucleo di valutazione Via della Regione Toscana, sono certo che dopo dieci minuti lo avrebbero rispedito al mittente". Al termine della riunione romana della conferenza dei servizi sullo smaltimento della Concordia, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è netto nel giudizio sul piano presentato dalla Costa. "Il progetto – prosegue - è carente al punto che è stato concordato di dare più tempo per rispondere alle obiezioni e consentire ai tecnici una valutazione più approfondita. La nave va spostata prima dell'inverno, ma portarla a Genova, passando tra le isole dell'arcipelago e attraverso il santuario dei cetacei, significa rischiare 5 volte di più che portarla a Piombino. La navigazione – dice ancora Rossi - può avvenire solo in condizioni di mare calmo e con venti non forti. E le previsioni meteo-marine a distanza i 5 giorni crollano del 50% di affidabilità."

"Trovo stupefacente – osserva il presidente - l'idea che a fronte di un fortunale si proponga di ripararsi dietro le isole. Resto dell'opinione che in questi casi occorra usare un criterio di precauzione, che impronta tutta la legislazione europea in materia ambientale, per cui si deve scegliere sempre il rischio minore. E il rischio minore è portare la nave a Piombino. Ovviamente se il porto sarà pronto entro settembre. La distanza tra il Giglio e Piombino si può coprire in un solo giorno di navigazione, con previsioni meteo-marine assolutamente affidabili".

"Solo se entro settembre il porto non fosse pronto, per evitare che la nave resti un altro anno davanti al Giglio, si comprende che sarebbe anche ragionevole rischiare 5 volte tanto. E in questo caso allora ha ragione il M5S a chiedere una fideiussione importante alla Costa Crociere. Ma al di fuori di questa ipotesi appare incomprensibile e non giustificata sotto ogni aspetto la scelta di scartare il porto di Piombino. Costa Crociere – conclude Rossi - ha speso e ha fatto molto, ma non può pensare di imporsi senza ascoltare il parere delle istituzioni e in primo luogo della Regione Toscana che, prima con i volontari poi con i suoi tecnici, è sempre stata collaborativa, in difesa dell'ambiente e degli interessi generali".

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