Il Tirreno

Nave etrusca rovesciata come ponte sul futuro

di Cecilia Cecchi
Nave etrusca rovesciata come ponte sul futuro

Architettura e arte insieme per valorizzare la storia nel cuore di Baratti L'associazione culturale Baco con Parchi Val di Cornia e Comune di Piombino

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PIOMBINO. Lo scheletro di una nave etrusca rovesciata all’ingresso del parco archeologico di Baratti.

Gli automobilisti rallentano e si fermano a chiedere cos’è a quanti stanno concludendo il lavoro (durato una settimana). Ecco “Turuscia”, frutto del workshop residenziale Baratti pavillon organizzato dall'associazione culturale Baco (Baratti architettura e arte contemporanea) Archivio Vittorio Giorgini, in collaborazione con Parchi Val di Cornia e Comune (col sostegno dell’Ordine degli architetti della provincia).

«L’obiettivo – ricorda, sul cantiere, il presidente Baco, Marco Del Francia – è sempre valorizzare il patrimonio culturale e del paesaggio dell’area di Baratti-Populonia, tramite la realizzazione di attività culturali, scientifiche, di studio, di ricerca, di sperimentazione, di formazione e di promozione sui temi dell’architettura sostenibile e in riferimento alla storia professionale dell’architetto Vittorio Giorgini». Argomento centrale del Workshop 2014 proprio la costruzione di una struttura lignea, appunto “Turuscia”. «Installazione – spiega Del Francia – che evoca un’antica nave a remi, che servirà ad ospitare parte degli eventi culturali di architettura, design, arte, cinema, letteratura, musica e teatro della stagione estiva di Baco». L ’opera, contenitore architettonico, ma anche grande scultura all’aperto, è stata ideata e progettata da un giovane ingegnere della Val di Cornia, Paolo Pasquinelli, con il coordinamento dell’architetto Antonio Carmilla (tutor designato da Baco per il workshop 2014).

«Un esperimento questo – interviene proprio Carmilla – da mandare avanti. Vorremmo, ogni anno, progettare qualcosa di nuovo. Questa nave di giorno o come sarà illuminata dalle luci colorate di notte è fantastica e suggestiva, ma rappresenta solo l’inizio. Migliaia di persone la vedranno – aggiunge – e si interrogheranno. Piccolo esempio, frutto di ricerca e sperimentazione, un invito anche alle amministrazioni perché guardino al di fuori della banalità ».

«Una cosa bella di cui siamo orgogliosi – lancia la proposta l’architetto Marzio Verucci – che a settembre non dovrebbe essere smontata ma diventare un primo punto di riferimento del bello, a cui dovrebbero seguirne altri. Bisognerebbe coinvolgere di più i colleghi delle pubbliche amministrazioni per creare un utile amalgama tra pubblico e privato».

Fiero del frutto della sinergia e della collaborazione Nicola Bellofatto (che si esprime a nome dei partecipanti al workshop); studenti e laureati che hanno alternato il lavoro in cantiere con visite alle architetture contemporanee di Vittorio Giorgini (Casa Esagono e Casa Saldarini), sempre “respirando” un ambiente dotato di grande valore, pure paesaggistico.

«Un’iniziativa di rilievo – riprende Del Francia – che ha già attirato l'attenzione del direttore dell’Archivio Charlotte Perriand, Jacques Barsac, e del console onorario di Francia a Firenze, nonché direttore dell'Istituto francese, Isabelle Mallez, in visita al cantiere».

L’importanza dell’agire insieme la sottolinea pure Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico: «Un’azione così rivela – dice – al di là dell’invito alla salvaguardia del patrimonio di Baratti-Populonia, le tante eccellenze quali la natura, la cultura, la storia. Soprattutto – sottolinea – si mettono in luce le molte risorse umane, di persone motivate e interessate a proiettare la nostra realtà in un panorama sovranazionale. Azione importante adesso, in vista della candidatura Unesco. La nave? Primo passo di un protocollo che ci porterà subito – assicura – ad un fitto calendario di eventi, in una location radicata a terra e storia ma affacciata sul mare e rivolta oltre il mare, con cinema, teatro, incontri... insieme a ospiti nazionali e internazionali fino a settembre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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