Sicurezza
Concordia, riparte il circo mediatico
Rossi: «Esiste ancora un governo o Costa decide da sola?». Domani riunione a Roma. Legambiente dice Piombino
PIOMBINO. All’indomani della ferma presa di posizione del governatore Rossi sulla questione Concordia, l’Ansa ha “scoperto” il piano Costa (pubblicato in esclusiva dal Tirreno il 21 maggio a firma di Francesca Gori) e ne ha pubblicato alcuni passaggi: «Il porto di Piombino non è idoneo a ricevere il relitto», perché «i lavori non saranno completati prima di fine settembre» ed «è pertanto da escludersi che il relitto possa essere portato a Piombino». Inoltre: «Durante il trasferimento a Genova della Concordia si prevede possano avvenire rilasci a mare di acque interne, sostanze e preparati censiti all’interno e idrocarburi» ma «l’impatto ambientale sarà di lieve entità, temporaneo e poco significativo».
Circo mediatico. E così il circo mediatico ha ridato voce a parecchi. Ad esempio ieri il presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello (Ncd), ha detto che «finalmente si comprende quello che sostengo da mesi. Al di là delle velleità campanilistiche e degli interessi locali dei politici toscani, il porto di Piombino non è idoneo a ospitare e smantellare il relitto. Lo sapevamo da sempre e solo la miopia di alcuni ha spinto i media e l’opinione pubblica a ritenere che una simile soluzione fosse praticabile. Ora vigilerò affinché durante il tragitto verso Genova siano poste in essere tutte le tutele per evitare che le sostanze inquinanti, che per stessa ammissione dell’armatore fuoriusciranno dalla Concordia, non abbiano effetti deleteri sull'ambiente circostante».
I giochi sono fatti? Insomma, si dà per scontato che Genova sarà il porto di destinazione. Come se quella di domani a Roma, dove è prevista la riunione istruttoria in vista della Conferenza dei servizi del 16, fosse una gitarella di fine anno scolastico. Invece proprio domani a Roma potrebbe consumarsi un bell’incidente diplomatico, come ha preconizzato lo stesso Enrico Rossi. Il presidente della Regione Toscana infatti ieri, durante il sopralluogo al porto di Piombino organizzato dai sindacati per mostrare l’avanzamento dei lavori, ha detto che se alla riunione di domani (dove verrà presentato il piano Costa e dove ci sarà il presidente dell’Autorità portuale di Genova) non sarà presente anche Luciano Guerrieri, lui si alzerà e verrà via. Il commissario dell’Autorità portuale di Piombino è pronto a partire «ma per ora - ha detto ieri sera Guerrieri - non ho ricevuto alcuna comunicazione da Roma».
Richiamo al Governo. «Se Costa ha già deciso tutto - commenta ora Rossi - è inutile fare una riunione e mettere menti, tecnici ed esperti a lavorare per trovare soluzioni e rilasciare permessi. Il Governo deve intervenire: esiste ancora un Governo che deve fare le valutazioni di impatto ambientale oppure è Costa a decidere tutto da sola? Le dichiarazioni della Costa sulla possibilità di rilascio durante la navigazione confermano poi la nostra analisi: tenere per 5 cinque giorni la nave in mare significa moltiplicare per cinque il rischio. A settembre il porto di Piombino sarà pronto. Noi continuiamo a chiedere che si tenga in considerazione Piombino. Loro ci hanno impiegato tre anni per preparare lo spostamento, se si aspetta ancora qualche mese e si fa in modo di inquinare meno è meglio per tutti».
La beffa del Giglio. Quel che peraltro oggi non si racconta (e che noi scrivemmo) è l’altro regalino fatto ai gigliesi: nella relazione sul rischio ambientale associato alla rimozione del relitto e redatto dall’International tanker owners pollution federation limited (Itopf) si prevede infatti un’altra cosetta che ha già fatto sobbalzare il sindaco del Giglio e tutta l’isoletta. E cioè la possibilità che, una volta finita la fase del rigalleggiamento, la nave venga spostata nella baia di Campese, in attesa del trasferimento. Quando? E per quanto tempo? In piena stagione o a settembre, quando Piombino in teoria dovrebbe avere fondali e banchina? Boh.
Legambiente dice Piombino. Intanto Legambiente appoggia la soluzione Piombino, con una petizione diretta al presidente del consiglio Matteo Renzi. «Ci appelliamo al Governo italiano - scrive Legambiente - affinché prevalga il buonsenso, minimizzando gli enormi rischi legati allo spostamento, individuando il porto di Piombino come destinazione ideale».
Legambiente poi prende posizione anche sulla questione della demolizione di navi in generale, progetto che per Piombino è scritto nero su bianco nel recente Accordo di programma firmato a Palazzo Chigi e sul quale, ancora, la stessa Genova ha messo gli occhi.
Per Legambiente intorno alla demolizione navi «è possibile davvero costruire, anche attraverso nuove sofisticate tecnologie, un autentico settore industriale anche in forma di distretto produttivo, che potrebbe divenire un’autentica occasione per un Paese come il nostro che avrebbe davvero credenziali importanti da giocare, evitando di inviare navi all’estero per lo smaltimento». Proprio in virtù di questo e per contrastare ipotesi legate a pericolose tentazioni estere di demolizione, sono stati molti i porti italiani candidati» a ospitare la Concordia, «oltre alla naturale soluzione di Piombino che mettere più al sicuro da un affondamento definitivo del relitto in pieno Arcipelago toscano in tragitti più lunghi, anche Palermo, Civitavecchia e, più recentemente Genova, che oggi sembrerebbe in pole position. Un’opportunità di rinascita troppo grande per non essere colta, in un momento durissimo per il nostro Paese, alla ricerca di nuovi equilibri economici, e in un contesto nel quale dovranno essere messe in campo le migliori tecnologie disponibili per le bonifiche, il controllo e l’abbattimento degli inquinanti, della sicurezza del lavoro, dove le tecniche corrette di demolizione e smontaggio divengono parte integrante del nuovo contesto disegnato dalla green e della white economy».
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