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Concordia, nel piano di Costa tutti i “no” a Piombino

Concordia, nel piano di Costa tutti i “no” a Piombino

Dall’Isola del Giglio verso Genova per 200 miglia con uno sversamento di sostanze inquinanti che la compagnia giudica «di lieve entità». E sul porto toscano si dice che «mancano le opere necessarie»

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ISOLA DEL GIGLIO. Durante il trasferimento a Genova della Concordia «si prevede possano avvenire rilasci a mare di acque interne». Lo scrive Costa nel "Progetto di trasferimento e smaltimento" del relitto sottolineando che l'impatto ambientale sarà «di lieve entità», «temporaneo e poco significativo». Nello stesso piano sono illustrate tutte le ragioni dell’esclusione di Piombino. Ora il piano dovrà ricevere l’ok dal governo.

«RILASCIO DI IDROCARBURI»

«Si prevede - si legge nella relazione ambientale allegata al Progetto - che in relazione all'assetto del relitto, alla velocità di rimozione e sulla base delle aperture presenti a scafo (oblò e zone danneggiate), possano avvenire rilasci a mare di sostanze e preparati censiti all'interno della Concordia, idrocarburi».

Secondo Costa, però, «in virtù delle misure di mitigazione che si prevede di adottare, si ritiene che l'impatto associato alla fuoriuscita di acque marine potenzialmente inquinanti, da prodotti e preparati chimici e da idrocarburi sia di lieve entità». In sostanza, afferma ancora Costa, «si può ragionevolmente ritenere che gli impatti ambientali connessi al progetto di trasferimento del relitto della Costa Concordia al porto di Genova Voltri, possano essere considerati temporanei e poco significati».

Le misure di mitigazioni studiate per la fase di trasferimento, prevedono l'installazione di panne assorbenti attorno al relitto, trainate da due rimorchiatori. «Uno skimmer di recupero olio - si legge ancora nel progetto - verrà messo in mare da un terzo rimorchiatore all'apice dell'arco». Per quanto riguarda invece il recupero di materiali che potrebbero cadere dal relitto, il progetto prevede che venga tesa «una rete da pesca a poppa del relitto, mantenuta in tensione da due imbarcazioni dedicate».

L’ESCLUSIONE DI PIOMBINO

Allo stato attuale, si legge inoltre, il porto di Piombino «non è idoneo a ricevere il relitto» e i lavori non saranno completati «prima di fine settembre 2014»: «È pertanto da escludersi che il relitto possa essere portata a Piombino». Il porto di Piombino, scrive Costa nelle considerazioni che hanno portato alla scelta di Genova e che accompagnano il Progetto di trasferimento e smaltimento, «allo stato attuale non è idoneo a ricevere il relitto, né è dotato di un cantiere di demolizione. Infatti il porto di Piombino richiede l'esecuzione di opere significative di ingegneria civile, incluso il dragaggio di un canale a meno 20 metri e la costruzione di una diga di circa un km di lunghezza».

La prima fase dei lavori, «necessari per ricevere il relitto, secondo quanto dichiarato dalla stessa parte proponente, non sarà completata prima della fine di settembre 2014 e, pertanto, è da escludersi che il relitto possa essere portato a Piombino». Inoltre, scrive ancora Costa, «sempre secondo quanto rappresentato dalla parte proponente, le opere necessarie per la realizzazione del cantiere di demolizione richiederanno un ulteriore periodo di tempo tale per cui la demolizione non potrà iniziare prima della fine del 2014». Proprio il fatto che non vi sia un cantiere, è una questione «rilevantissima» ai fini della valutazione finale, perché Piombino «non è stata in grado di dimostrare il possesso di alcuna certificazione relativa al cantiere né di poter garantire che una volta realizzato questo soddisferà i requisiti necessari». E infine la proposta di Piombino, conclude Costa, era «meno vantaggiosa sotto il profilo economico» di quella presentata da Genova.

LA ROTTA DELLA CONCORDIA

Il progetto di trasferimento presentato da Costa prevede che nel viaggio verso Genova, la Concordia passi a 10 km da Giannutri, a 25 dalla Corsica e a 10 da Capraia. Ora il piano dovrà trovare l'approvazione del governo. Nello scelta del percorso, per un totale di 200miglia, si è tenuto conto di una «rotta che abbia il minor impatto in termini di interferenza con il traffico marino e le aree marine protette». Il trasferimento non inizierà dice, Costa, se ci sarà vento superiore a 15 nodi e onde superiori ai 2 metri.

LE RELAZIONI DI COSTA E MICOPERI

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