La protesta
«Concordia, Piombino resta la soluzione migliore»
Il Governatore Enrico Rossi alla manifestazione organizzata sul porto per dimostrare il rapido avanzamento dei lavori per accogliere il relitto
PIOMBINO. "Sono qui a ribadire che poiché il relitto della Concordia è da tre anni al Giglio, non vedo perché non possa restarci fino a settembre, quando il porto di Piombino sarà pronto a ospitarlo. Ribadisco anche che per evitare rischi ambientali Piombino è l’unica soluzione".
Con queste parole Enrico Rossi, governatore della Toscana, si è presentato al porto di Piombino, per la manifestazione organizzata dai sindacati con lo scopo di dimostrare lo stato di avanzamento dei lavori, che procedono con un ritmo incessante, rappresentato dall’avanzamento delle banchine di 18 metri al giorno: proprio per non ritardare nemmeno di mezzo pomeriggio i lavori, la sicurezza portuale ha limitato gli accessi alla manifestazione.
Il messaggio del presidente è rivolto in prima battuta al governo. "Spero - ha detto - che i tanti gufi che ci sono anche in Toscana, per citare il premier Renzi, siano smentiti. Io sono un uomo di Stato, non può essere la Costa a decidere. Il governo si faccia sentire". "Per primi abbiamo intuito che la rottamazione delle navi era una cosa seria e con prospettive di sviluppo - ha proseguito Rossi -. S'è detto che il porto di Piombino andava rimesso a posto, ci abbiamo messo mesi per avere i permessi, la Regione ci ha messo i soldi: ora se tutto sarà pronto la cosa più normale è che la nave sia portata qui e questo per evitare rischi ambientali: per portarla a Genova ci vogliono cinque giorni, per Piombino uno. Ora se leggiamo la proposta molto carente avanzata da Costa ci sono problemi, incongruenze che consigliano di portare la nave a Piombino. Ci sono poi problemi di carattere sociale qui come nel resto d'Italia e a Genova ma la nave non siamo stati noi a farla naufragare davanti al Giglio e quindi se la nave viene qui circa 2000 lavoratori potranno operare, con i contratti di solidarietà, e così risparmia anche lo Stato".
Per Rossi, dunque, "la partita è ancora aperta". "Per il momento - ha precisato il presidente Rossi - siamo di fronte alla proposta di un privato, la Costa, che ha indicato Genova per lo smaltimento della nave. Questa ipotesi dovrà essere valutata nella riunione in programma lunedì 9 giugno e poi nella successiva conferenza dei servizi. Il governo dovrà dire la sua considerando che trasportare quel relitto, con il suo carico inquinante per un solo giorno verso Piombino è meno rischioso che farlo navigare per cinque giorni passando davanti all'Elba, a Capraia, alla Corsica, in pieno santuario dei cetacei. Credo che se Piombino sarà pronto sia giusto che sia portata qui".
Rossi ha aggiunto che se la tragedia fosse avvenuta davanti a Genova lui mai avrebbe proposto Piombino. "Faccio un appello al Governo - ha concluso il presidente - a nome dei duemila operai piombinesi in cassa integrazione e chiedo che si faccia attenzione anche a questo aspetto di estremo rilievo sociale. In ogni caso, Concordia o no, abbiamo già i permessi per realizzare qui il Polo della rottamazione e i lavori che stiamo facendo sono fondamentali per il rilancio di Piombino e per realizzare qui un polo della rottamazione".
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