Il dolore
«No a Francini e Chiarei» Pressing del Pd su Giuliani
Il gruppo dirigente chiede rinnovamento, un ruolo di peso per Pietrelli e mette in campo Camberini e Capuano. Ma il neosindaco difende i suoi fedelissimi
PIOMBINO. Massimo Giuliani non molla: vuole a tutti i costi Lido Francini e Marco Chiarei nella sua giunta e, almeno per ora, a nulla è valso un incontro tra il neosindaco, i segretari cittadini e di federazione e i nuovi consiglieri comunali, concluso con un documento che in sintesi invita Giuliani a cancellare quei nomi dalla lista.
Un invito la cui premessa è che «la composizione della giunta è e rimane una prerogativa del sindaco e a lui e solo a lui tocca l’onere e l’onore di scegliere i suoi collaboratori», così che il Pd esprime il suo ostracismo nei confronti dei due assessori della giunta Anselmi come una semplice «raccomandazione politica». Peraltro molto chiara: «Vogliamo una giunta solida – dice il Pd nel documento, su cui ci sarebbe stata l’unanimità – ricca di competenze e affidabile, che dia a Piombino un forte segnale di novità che la città si attende e che sappia interpretare il bisogno di rinnovamento che probabilmente anche chi non ci ha votato ha voluto testimoniare».
Tradotto: in giunta servono facce nuove, la continuità col lavoro di Gianni Anselmi – a cui nel documento vengono attribuiti meriti nel risultato elettorale, impliciti nela capacità «di governare un passaggio così difficile per la città con determinazione e tenacia» – è già rappresentata dallo stesso Giuliani. E i renziani, anche in virtù del nuovo scenario politico, regionale e nazionale, devono avere un ruolo importante, da affidare a Martina Pietrelli (su cui invece il neosindaco non sembra pienamente convinto). Se occorrono personaggi in grado di garantire esperienza, il Pd mette sul piatto Ilvio Camberini e soprattutto l’ex capogruppo Claudio Capuano, che comunque sarebbe già sulla lista di Giuliani. Per il resto circolano sempre gli stessi nomi, tra cui i più quotati restano quelli di Margherita di Giorgi ed Eleonora Cremisi.
Ma quella del gruppo dirigente democratico è un’azione politica dagli esiti assolutamente imprevedibili.
Perché se la resistenza di Giuliani su Francini e Chiarei (mai troppo amati nel partito, e per di più considerati fedelissimi di Anselmi, con cui i rapporti sono al minimo storico), risultasse davvero inossidabile, a quel punto anche Pietrelli potrebbe fare un passo indietro.
Così Giuliani si troverebbe sì con una giunta completamente “sua” (a parte le scelte degli alleati, per i quali sembra certo un posto per Stefano Ferrini, mentre per l’altro sarebbe favorito Paolo Pedroni), ma pure col rischio di un pericoloso isolamento nel partito e con qualche incognita pure in Consiglio, visto che anche la maggioranza dei neoletti sembra ferma nel sostegno alla linea del cambiamento.
Insomma, non proprio il modo migliore per iniziare il quinquennio di governo.
Un bel rompicapo per Massimo Giuliani che dal canto suo difende le proprie scelte con forza: un po’ per ragioni di riconoscenza, ragioni non banali visto che Francini e Chiarei sono stati prima quelli che lo hanno sostenuto nella non facile decisione di candidarsi alle primarie, e poi il vero motore nella sua campagna elettorale. In più per Giuliani ci sono le motivazioni legate alle garanzie che gli fornirebbero da un lato l’esperienza di Francini della macchina comunale, e dall’altro la competenza di Chiarei.
Difficile individuare un punto di caduta in una situazione così intricata. Il compromesso potrebbe essere la rinuncia ad almeno uno dei due ex assessori non graditi al partito, su cui però al momento Giuliani non sembra affatto disponibile. Per questo continueranno gli incontri in questi due giorni: il neosindaco si è dato l’obiettivo di comporre la sua squadra entro la fine della settimana, per iniziare al più presto il lavoro in una città stretta tra mille problemi, ma a questo punto è possibile anche che il sindaco si prenda qualche giorno di riflessione in più.
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