«La Concordia a Piombino o la protesta sarà fortissima»
Fim, Fiom e Uilm annunciano una manifestazione sul porto: «Traghettare il relitto per 150 miglia nel santuario dei cetacei sarebbe un ulteriore schiaffo alla Toscana». Angelo Bagnasco: «Preghiamo perché vada a Genova»
PIOMBINO. Fim, Fiom, Uilm e Rsu tornano sui temi della fabbrica. E anche sulla Concordia, ribadendo con forza che dovrà venire a Piombino. O la protesta sarà fortissima. «Anche questa settimana, inizia con la presenza in fabbrica del gruppo Jindal che sta facendo le sue verifiche rispetto alla due diligence ancora aperta. Dall'ultimo incontro che i sindacati hanno avuto con il commissario è emerso che Jindal sta visitando tutti i reparti dello stabilimento ma non è ancora uscito un progetto industriale. Quindi ci sarà un incontro con il comitato esecutivo della società Jindal alla presenza del presidente Sajjan Jindal, per ottenere o meno l'autorizzazione a presentare l'offerta vincolante per l'acquisto del gruppo Lucchini. È possibile uno slittamento della data del 18 giugno; su questo chiediamo un incontro. Così come auspichiamo di incontrare quanto prima il presidente del gruppo Jindal. Vogliamo la ripresa della produzione dell'altoforno che è in grado di ripartire in ogni momento e lavorare altri anni, al di là di cosa scrive Federacciai».
«Certo che, in questo periodo in cui una parte della fabbrica è in stand-by, è necessario che l'accordo, attualmente politico diventi praticabile». «In tutto questo, la vicenda della nave Concordia ha la sua importanza. Sono state dette tante cose sul porto di destinazione, ma certo è che il rischio ambientale è altissimo. Traghettare la nave per 150 miglia, con le sue incognite, in una rotta che va a coinvolgere l'arcipelago toscano e il parco dei cetacei, sarebbe un ulteriore schiaffo alla Toscana. A Piombino deve nascere il primo "polo di rottamazione" delle navi costruite in Europa: quale miglior viatico avere la Concordia? Stiamo organizzando una manifestazione che si svolgerà in tempi brevissimi, per evidenziare che i lavori al porto stanno procedendo speditamente per accogliere il relitto a settembre».
BAGNASCO: PREGHIAMO PERCHÈ POSSA ARRIVARE A GENOVA
«Spero che Genova accolga questa occasione e non se la faccia sfuggire con cavilli di nessun tipo. È un'occasione che riguarda alcuni anni di lavoro e centinaia di lavoratori». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, commentando la scelta, al momento non ancora ufficiale, del porto di Genova per lo smantellamento del relitto della Costa Concordia. «Abbiamo sempre pregato e auspicato perché questo lavoro così significativo possa raggiungere il porto di Genova. Sembra che le cose vadano proprio in questa direzione, grazie alla buona volontà di molti».
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